venerdì 29 Agosto 2025
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Addio Loreto Cucchiarelli, leggenda del rugby italiano.

La scomparsa di Loreto Cucchiarelli, all’età di 82 anni, lascia un vuoto incolmabile nel panorama rugbistico italiano e rappresenta la fine di un’epoca per l’Aquila Rugby, club con cui ha tessuto una rete di successi e dedizione che ne definiscono la storia.
Più che un semplice giocatore o allenatore, Cucchiarelli è stato un architetto di traguardi, un punto di riferimento per generazioni di atleti e un testimone privilegiato dell’evoluzione del rugby nazionale.
Originario della provincia di Rieti, Cucchiarelli ha incarnato l’identità e l’orgoglio aquilano, contribuendo a costruire il mito dell’Aquila Rugby, una squadra capace di dominare la scena italiana negli anni ’60 e ’80.

La sua parabola atletica si è illuminata con due scudetti conquistati da giocatore, nel 1967 e 1969, simboli di un’epoca d’oro per il club.
Il suo ingegno tattico e la sua capacità di motivare gli atleti lo hanno poi proiettato sulla panchina, dove ha orchestrato altre due vittorie del campionato nel 1981 e 1982, consolidando il suo ruolo di figura chiave nella storia neroverde.
Queste affermazioni non furono frutto del caso, ma il risultato di un’attenta costruzione di squadra, fondata su valori di disciplina, spirito di sacrificio e una profonda conoscenza del gioco.

L’esperienza internazionale, seppur limitata a due presenze in maglia azzurra, testimonia il suo talento e il riconoscimento che ha ricevuto a livello nazionale.
Il debutto nel 1966, proprio all’Aquila, in una vittoria di Coppa Europa contro la Romania, e la successiva sfida a Bucarest, l’anno successivo, hanno segnato non solo due momenti significativi della sua carriera da giocatore, ma anche un assaggio del potenziale che avrebbe poi espresso come guida tecnica.
Il ritorno alla ribalta, vent’anni dopo, non è stato come giocatore, ma come uomo capace di interpretare il rugby con una visione strategica superiore.

Dopo aver riportato l’Aquila al vertice, la Federazione Italiana Rugby lo ha chiamato a guidare la nazionale, nel 1988, in un periodo di transizione per il rugby italiano.

Il suo esordio, a Dublino, contro l’Irlanda, con Guido Rossi capitano, e la successiva trasferta in Argentina, a Buenos Aires, hanno rappresentato un breve ma intenso capitolo nella sua carriera, testimoniando la fiducia che il mondo del rugby riponeva in lui.
La sua figura si è estesa oltre il campo da gioco, come professore di educazione fisica nelle scuole superiori, contribuendo a formare nuove generazioni di studenti e a diffondere la cultura sportiva.
Loreto Cucchiarelli è stato, dunque, molto più di un semplice personaggio sportivo; è stato un educatore, un mentore e un esempio di dedizione e passione per il rugby e per lo sport in generale, lasciando un’eredità preziosa che continuerà a ispirare chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo e ammirarlo.
La sua memoria sarà custodita con rispetto e gratitudine.

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