lunedì 1 Settembre 2025
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Napoli

Svolta nel PD campano: fine a una politica di divisioni

L’assegno di Fico alla presidenza del Partito Democratico campano e l’elezione di Piero De Luca alla guida del partito regionale segnano una svolta auspicabile, un punto di arresto a una deriva politica che si era fatta insopportabile.
Come osservo con compiuta soddisfazione, il protrarsi di una simile impasse sarebbe stato un errore strategico di proporzioni rilevanti, un’ulteriore ferita per un partito che necessita di coesione e visione.
L’immagine evocata dalla disputa tra Regione e Comune di Napoli, materializzata nel Consiglio d’indirizzo del Teatro San Carlo, è emblematico di una dinamica dannosa.
Assistere a un’ostilità istituzionale che si proietta su un’eccellenza culturale come il Teatro San Carlo, equivale a sabotare attivamente il proprio successo, a offrire un vantaggio all’avversario con una cortesia involontaria.
È una pratica che ricorda, per la sua deleteria inefficacia, le mie esperienze personali a Benevento, dove il Partito Democratico ha spesso alimentato una contesa sterile, privilegiando accordi opachi con forze politiche diverse pur di ostacolarmi.

Questa “politica sghemba”, questo conflitto fratricida, mina le fondamenta stesse del progetto politico.

Essa si traduce in un’erosione della fiducia dei cittadini, in una perdita di credibilità istituzionale, in una dispersione di energie che avrebbero dovuto essere investite nella soluzione dei problemi reali del territorio.
L’ossessione per la contesa, la ricerca spasmodica dell’avversario a tutti i costi, impediscono una visione d’insieme, la capacità di affrontare le sfide complesse che si presentano.

La politica non dovrebbe essere un campo di battaglia per rancori personali o rivalità intestine.
Dovrebbe essere un luogo di confronto costruttivo, di ricerca di soluzioni condivise, di progettazione del futuro.
La competizione è inevitabile e, in un certo senso, necessaria, ma essa non deve degenerare in un conflitto distruttivo che impoverisce tutti.
È giunto il momento di abbandonare queste dinamiche controproducenti, di superare le divisioni, di riscoprire la capacità di dialogo e di collaborazione.

Il bene comune, l’interesse dei cittadini, deve prevalere su ogni logica di appartenenza o di faziosità.

La Campania, il Partito Democratico, l’Italia intera, ne hanno bisogno.
L’esperienza mi insegna che, alla fine, chi persegue il bene comune, chi si concentra sull’interesse generale, è destinato a prevalere.

Ma la vittoria ottenuta a costo di divisioni e rancori è una vittoria amara, una vittoria che lascia dietro di sé un vuoto di risorse e di fiducia che sarà difficile da colmare.

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