venerdì 29 Agosto 2025
19 C
Milano

Reduci Imi: Risarcimento storico dal Tribunale di Brescia

La recente sentenza del Tribunale di Brescia apre un capitolo significativo nella complessa vicenda dei reduci italiani internati in Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale, conosciuti come Imi (internati militari italiani).

Un gruppo composto da diciotto ex prigionieri, prevalentemente originari di Gandino (Bergamo), e i rispettivi eredi, vedranno riconosciuto un risarcimento per le profonde sofferenze patite, con somme variabili tra i ventimila e gli ottantamila euro destinate a compensare danni patrimoniali e morali.
La decisione, pubblicata il 25 agosto, culmina un percorso legale avviato a fine maggio 2022, orchestrato dall’avvocato Fabio Franchina.
Questo procedimento legale raccoglie le istanze promosse con iniziativa dal sindaco di Gandino, Filippo Servalli, e da Orazio Amboni, rappresentante sindacale della Cgil di Bergamo, figure chiave nell’identificazione e nel supporto ai reduci.

La possibilità concreta di accedere a un risarcimento si materializzò nel 2021 grazie a un intervento del governo Draghi.

Questo governo, consapevole della lunga e controversa disputa legale tra l’Italia e la Germania, istituì un fondo dedicato da 55 milioni di euro, volto a risolvere una questione irrisolta da quasi vent’anni.
La Germania, fino ad allora, aveva sostenuto di aver già adempiuto ai propri obblighi attraverso l’accordo di Bonn del 1961, che prevedeva un risarcimento verso lo Stato italiano.
Tuttavia, i reduci Imi, perseverando nella loro richiesta, intraprendevano un’azione legale contro la Repubblica Federale Tedesca, finalizzata all’ottenimento di una sentenza che ne consentisse l’accesso al fondo italiano.

Il Tribunale di Brescia, nell’emanare la sentenza, ha esplicitamente fatto riferimento alle condizioni disumane e degradanti a cui furono sottoposti gli internati militari italiani, circostanze che configurano, secondo la giurisprudenza internazionale, un crimine di guerra.
Un punto cruciale è l’imprescrittibilità dei crimini di guerra, che vincola anche gli Stati.

Tale considerazione, unitamente alle prove presentate, ha portato il Tribunale a ritenere pienamente legittima la richiesta di risarcimento avanzata dai reduci e dai loro eredi.

La vicenda non si limita ad una semplice compensazione economica, ma rappresenta il riconoscimento ufficiale di una pagina buia della storia, un atto di giustizia tardiva per uomini che hanno subito trattamenti inaccettabili e che hanno lottato per anni per ottenere verità e riparazione.

Questa sentenza potrebbe aprire la strada a ulteriori rivendicazioni da parte di altre categorie di vittime della Seconda Guerra Mondiale e sottolinea l’importanza di perseguire la memoria storica come strumento di riconciliazione e di prevenzione di futuri abusi.

Author:

- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -