venerdì 29 Agosto 2025
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Umbria Digiuna per Gaza: un Gesto di Solidarietà e Impegno.

La Regione Umbria, con la sua presidente Stefania Proietti, si è schierata in modo tangibile e profondo nell’adesione all’iniziativa #digiunopergaza, un gesto di solidarietà nazionale che vede protagonisti medici, infermieri, farmacisti e l’intera comunità sanitaria italiana.
Questo non è un semplice atto di protesta, ma un’affermazione etica e professionale di fronte alla catastrofe umanitaria in corso a Gaza, un’emergenza che trascende i confini geopolitici e interroga direttamente la coscienza collettiva.
La gravità della situazione, come ha evidenziato la Presidente Proietti, si articola in una serie di crimini e sofferenze inaccettabili.

Assistiamo a un deliberato attacco ai diritti fondamentali dei civili, con conseguenze devastanti: la privazione sistematica di farmaci essenziali, l’utilizzo della fame come arma di guerra, il mirato bombardamento di infrastrutture sanitarie e scolastiche, la perdita di vite innocenti, in particolare quella dei bambini, vittime di una violenza inaudita.

L’Umbria, con la sua leadership, non intende rimanere silente di fronte a tale dramma.
L’esposizione della bandiera palestinese presso la sede regionale non è un mero simbolo, ma una dichiarazione di sostegno e vicinanza al popolo palestinese.

Parallelamente, si concretizzano azioni umanitarie, come l’accoglienza di minori e famiglie provenienti da Gaza, dimostrando un impegno attivo nella mitigazione della sofferenza.

Il digiuno, un atto di silenziosa partecipazione, è un modo per onorare e sostenere il lavoro incessante delle organizzazioni non governative mediche e dei professionisti sanitari che, nonostante le enormi difficoltà, continuano a fornire assistenza e a testimoniare la realtà della situazione a Gaza, ricordando a tutti la nostra responsabilità morale di non distogliere lo sguardo.
L’adesione massiccia del personale sanitario umbro, attraverso la piattaforma di adesione e con la partecipazione a manifestazioni pubbliche, sottolinea un principio fondamentale: l’etica della cura, cardine della professione medica, è intrinsecamente incompatibile con la violazione sistematica dei diritti umani.

Questo gesto corale rappresenta un monito alla comunità internazionale, esortando a un’azione immediata per proteggere i civili, garantire l’accesso agli aiuti umanitari e promuovere una soluzione pacifica e duratura.
La voce e l’impegno di questi professionisti sanitari non sono solo un faro di umanità per la popolazione umbra, ma un richiamo alla compassione e alla responsabilità che deve guidare la nostra azione collettiva, affinché simili tragedie non si ripetano.

Un impegno che va oltre le dichiarazioni e si traduce in azioni concrete, a sostegno di un futuro di pace e giustizia per tutti.

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