domenica 31 Agosto 2025
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Sospeso l’abbattimento dei bovini: il TAR difende gli allevatori sardi.

Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna ha temporaneamente sospeso un piano di abbattimento di circa 130 bovini, dislocati in cinque allevamenti situati nel territorio del Nuorese, un’area cruciale per l’allevamento del bestiame sardo.
La decisione, emessa tramite un decreto cautelare dal Presidente Marco Buricelli, interviene a seguito di ricorsi presentati dai titolari degli allevamenti coinvolti (tre di Orotelli, uno di Sarule e uno di Orani).

Questi allevatori, assistiti congiuntamente dalle avvocate Valentina Ceron e Caterina Anna Anastasia Zoroddu, contestano le misure imposte dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL) in risposta alla diffusione della Dermatite Nodulare Contagiosa (DNC), una malattia virale trasmissibile che colpisce i bovini.
La DNC, originaria dell’Africa e trasmessa principalmente da insetti vettori, rappresenta una seria minaccia per il patrimonio zootecnico sardo, non solo per le implicazioni sanitarie dirette sul bestiame, ma anche per le conseguenze economiche che un’epidemia diffusa potrebbe avere sull’intera filiera agroalimentare.

La malattia si manifesta con noduli cutanei, febbre e ingrossamento dei linfonodi, e può portare a riduzione della produzione di latte e carne, con impatti significativi per gli allevatori.
Il provvedimento cautelare del TAR giunge a seguito di una crescente tensione tra l’autorità sanitaria, chiamata a contenere l’epidemia attraverso misure drastiche come l’abbattimento degli animali infetti o sospetti, e gli allevatori, che vedono compromesse le proprie attività e i propri mezzi di sussistenza.

L’abbattimento, sebbene riconosciuto come uno strumento di controllo in situazioni di emergenza sanitaria, genera forti resistenze, soprattutto in un contesto culturale e sociale in cui il bestiame riveste un ruolo fondamentale.

La decisione del TAR, pertanto, segna un momento di riflessione sulla gestione dell’emergenza e sulla necessità di bilanciare l’imperativo della tutela della salute pubblica con la salvaguardia delle attività economiche e sociali locali.

La questione solleva interrogativi complessi relativi alla proporzionalità delle misure adottate, all’efficacia delle alternative all’abbattimento (come il tracciamento degli animali a rischio e l’implementazione di protocolli di biosicurezza) e alla necessità di un coinvolgimento più attivo degli allevatori nel processo decisionale.
Il merito dei ricorsi sarà discusso in udienza, fissata per il 24 settembre, in un’analisi approfondita che dovrà tenere conto delle evidenze scientifiche, delle implicazioni economiche e delle considerazioni etiche legate alla gestione di una crisi zootecnica di tale portata.
Va inoltre ricordato che, precedentemente, il Presidente del Consiglio di Stato aveva già sospeso l’abbattimento di 40 bovini in un allevamento di Sarule, fino al 3 settembre, in attesa di una decisione sull’istanza cautelare e, eventualmente, sul merito, dimostrando un quadro di crescente attenzione giudiziaria verso le decisioni prese in merito alla gestione della DNC in Sardegna.

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