Nel cuore del quartiere Stampace, a Cagliari, un pub apparentemente ordinario si è rivelato un nodo cruciale di una rete criminale specializzata in furti e ricettazione.
L’indagine, nata da una serie di colpi perpetrati in abitazioni private e attività commerciali, ha portato gli agenti della Squadra Mobile a scoprire un sistema sofisticato di occultamento e distribuzione di refurtiva, che si estendeva ben oltre le mura del locale stesso.
L’attività di appostamento, meticolosamente pianificata, ha permesso di identificare un pregiudicato cagliaritano, noto alle autorità per una lunga storia di furti e reati contro il patrimonio.
La sua presenza reiterata presso il pub ha immediatamente destato i sospetti degli investigatori.
Un primo controllo ha rivelato la presenza di merce di sospetta provenienza illecita già in possesso della madre della titolare, a sottolineare come l’attività criminale avesse radici profonde all’interno della famiglia.
Le successive perquisizioni domiciliari, estese al beb adiacente, trasformato in una vera e propria base operativa per il pregiudicato, e all’abitazione della donna, hanno portato alla luce una quantità sorprendente di beni rubati.
Un vero e proprio tesoro nascosto: decine di orologi di valore, bigiotteria pregiata, biciclette di marca, riproduzioni di armi antiche con inestimabile valore storico, una divisa storica dei Carabinieri – simbolo di un’appropriazione indebita che rasenta la profanazione – calici rituali appartenenti al clero, e altri manufatti di inestimabile valore.
Un inventario che testimoniava la capacità della rete di operare su diversi settori e di acquisire beni di varia natura, senza scrupoli.
Il quadro emerso delineava una struttura criminale organizzata, in grado di pianificare furti, occultare la refurtiva e gestirne la successiva disposizione.
La gravità degli indizi di colpevolezza e il rischio concreto di fuga hanno portato al fermo del pregiudicato, mentre l’arresto della madre della titolare è scaturito dal possesso di beni comprovatamente sottratti alla proprietà legittima.
La titolare del pub, assente al momento della scoperta, è stata denunciata e la sua abitazione è stata sottoposta a sequestro, dove sono stati rinvenuti circa 9.000 euro in contanti, presumibilmente proventi delle attività illecite.
L’attenzione degli investigatori è ora concentrata sull’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati, smartphone, tablet e computer, potenzialmente in grado di svelare collegamenti con una moltitudine di furti avvenuti negli ultimi mesi a Cagliari.
L’indagine si sviluppa ora con l’obiettivo primario di identificare le vittime dei furti e restituire loro i beni trafugati, restituendo un po’ di serenità a una comunità colpita da una serie di colpi che avevano messo a dura prova il senso di sicurezza e la fiducia nelle istituzioni.
Il caso si prospetta ampio e complesso, destinato a far luce su un’organizzazione criminale radicata nel tessuto sociale e a rivelare ulteriori complicità e dinamiche interne.