domenica 31 Agosto 2025
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Mattmark: Quando il Profitto Sacrifica la Dignità Umana.

Il peso della dignità umana si rivela, con cruda evidenza, quando la tutela del lavoro e la sicurezza sul lavoro vengono sacrificate sull’altare di una miopia economica.

La tragedia della diga del Mattmark, un evento catastrofico che ha visto una massa di ghiaccio secolare precipitare sulle abitazioni provvisorie di operai impegnati nella costruzione, incarna in modo straziante questa violazione.
Un disastro naturale, sì, ma aggravato da condizioni di lavoro precarie e da una gestione che non ha posto al primato della vita umana.
Ottantotto vite, strappate brutalmente, un bilancio che include cinquantasei cittadini italiani, costretti a vivere in baracche fragili e vulnerabili, a rischio costante.
Uomini e donne, provenienti da ogni angolo della penisola, animati dalla fatica e dalla speranza di un futuro migliore, che hanno trovato la morte in una valanga di ghiaccio, vittime di un sistema che ha anteposto il profitto alla prevenzione.

La Repubblica Italiana, con il suo Presidente, Sergio Mattarella, esprime con profonda partecipazione la propria vicinanza ai familiari delle vittime e a tutti coloro che custodiscono la memoria di questo evento doloroso.

Un gesto di cordoglio che va oltre la semplice compassione, diventando un monito per il futuro.

La tragedia del Mattmark non è solo un capitolo di storia svizzera, ma un dramma universale che interpella la coscienza collettiva.
Ci ricorda la fragilità dell’esistenza umana e l’imperativo etico di garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure.
L’eredità di questa commemorazione non può limitarsi al ricordo, ma deve tradursi in un impegno concreto per prevenire simili tragedie.
Un impegno che coinvolga governi, imprese, sindacati e l’intera società civile.

È necessario un profondo ripensamento del rapporto tra sviluppo economico e tutela del lavoro, mettendo al centro la persona e la sua sicurezza.

La memoria delle vittime del Mattmark non possa essere vanificata, ma diventi un faro che illumina il cammino verso un futuro più giusto e più umano.

La loro perdita deve stimolarci a costruire un mondo in cui la dignità del lavoro sia inviolabile e la sicurezza sul lavoro una priorità assoluta.
L’eco di questa tragedia risuoni come un’esortazione incessante a proteggere la vita e a onorare il valore inestimabile del lavoro umano.

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