Un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cagliari ha portato alla luce una serie di gravi irregolarità in un’azienda dolciaria di San Sperate, specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti tipici sardi.
L’attività di controllo, culminata con la denuncia a piede libero dell’amministratore unico, un uomo di 74 anni residente nel comune, ha evidenziato un quadro preoccupante riguardo al rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e gestione del personale.
L’ispezione ha rivelato una diffusa trascuratezza che va ben oltre semplici mancanze procedurali, configurando potenziali rischi per l’incolumità dei lavoratori e gravi violazioni del diritto del lavoro.
Tra le criticità riscontrate, spiccano la sistematica omissione di visite mediche preventive e periodiche, obbligatorie per legge e cruciali per la prevenzione di malattie professionali e la tutela della salute dei dipendenti.
Questo comportamento, in assenza di protocolli di sorveglianza sanitaria adeguati, espone i lavoratori a rischi non valutati e non mitigati.
Inoltre, l’assenza di un adeguato servizio di primo soccorso, con personale formato e attrezzature idonee, ha messo a rischio la capacità di intervento in caso di infortuni sul lavoro, potenzialmente aggravando le conseguenze di eventi avversi.
L’installazione non conforme di impianti audiovisivi, sebbene apparentemente secondaria, solleva interrogativi sulla competenza tecnica impiegata e sulla verifica della conformità alle normative di sicurezza elettrica e acustica, elementi fondamentali per la prevenzione di incidenti e danni alla salute.
La condotta più grave riguarda l’impiego di personale non regolarmente assunto, un fenomeno che alimenta l’economia sommersa, favorisce lo sfruttamento della manodopera vulnerabile e danneggia la concorrenza leale.
Questo aspetto, in particolare, è indice di una gestione aziendale negligente e potenzialmente illegale, con implicazioni anche in termini di responsabilità penale.
Le sanzioni pecuniarie, quantificate in un totale di 3.234,93 euro per le violazioni amministrative e 3.900,00 euro per le sanzioni amministrative aggiuntive, rappresentano un primo atto di responsabilizzazione, ma non esauriscono la gravità della situazione.
L’episodio solleva interrogativi più ampi sulla vigilanza e il controllo del rispetto delle normative nel settore alimentare, un comparto cruciale per l’economia sarda e per la tutela della qualità dei prodotti tipici.
L’indagine in corso potrà fare luce sulle dinamiche interne all’azienda e sulle possibili responsabilità di altri soggetti coinvolti, contribuendo a garantire un ambiente di lavoro sicuro e dignitoso per tutti i lavoratori.