Una rilettura in qualche modo inedita di Marilyn Monroe, la diva immortale per eccellenza che ha segnato un'epoca e che continua a far parlare di sé. Un tributo che vuole essere anche un atto di verità: cercare di "restituire un po' di complessità" alla sua figura, allontanandola dai soliti luoghi comuni. Un'operazione cui si è dedicata Ilenia Rossini, giovane ricercatrice appassionata da sempre del mito di Marilyn, autrice del volume 'Non sono la stupida bionda di nessuno. Una storia di Marilyn Monroe', in libreria da qualche giorno con Momo Edizioni. Un contributo che arriva in occasione dei cento anni dalla nascita della diva che incantò il mondo intero. "Il primo giugno 2026 – racconta infatti l'autrice intervistata dall'AdnKronos – è il centenario della nascita di Marilyn Monroe. Ho pensato che, data la mia passione molto antica per questa attrice, fosse un buon momento per scrivere un libro su di lei. Ho pensato di scriverlo in un modo che spero le sarebbe piaciuto, cioè restituendo un po' di complessità alla sua figura. Facendola uscire da prospettive vittimizzanti ma anche da interpretazioni molto contemporanee cercando di superare lo stereotipo della 'bionda scema' che l'aveva accompagnata per tutta la vita. Stereotipo al quale si era sempre ribellata facendo peraltro anche delle azioni molto dirompenti, creando ad esempio una casa di produzione indipendente di cui era presidente per cercare di fare i film che voleva. Film più drammatici o con una sceneggiatura più complessa". Non è un caso che l'immagine di copertina del volume rappresenti l'attrice intenta a leggere 'Ulisse' di Joyce. Una scelta "per cercare di renderle giustizia. E' un'immagine che le scattò nell'estate del 1955 Eve Arnold, una delle più importanti fotografe della Magnum. E' una foto in posa ma, in quel periodo, Marilyn Monroe effettivamente stava leggendo quel libro, in particolare le ultime pagine, quelle del monologo interiore di Molly Bloom". Una lettura suggerita dal fatto che la diva voleva prepararsi anche a ruoli drammatici e non solo comici. "Sembra una contraddizione vedere la bionda stupida per eccellenza che legge 'Ulisse' di Joyce. Ma quella foto è reale", osserva l'autrice. Personaggio moderno, fresco e forse molto avanti rispetto al tempo in cui ha vissuto, l'attrice è stata anche in grado di anticipare i tempi. Un esempio? "Nel 1953 – risponde Rossini – pubblicò a suo nome con la collaborazione di una giornalista un articolo che si intitolava 'I lupi che ho conosciuto'. Con ironia denunciava tutte le molestie che aveva ricevuto negli anni precedenti, quando ancora non era un'attrice famosa. Parla di produttori che le offrivano delle parti in cambio di atti sessuali e di altri uomini che hanno tentato approcci più pesanti. Approfitta della popolarità che aveva ottenuto per una sorta di #MeToo ante litteram". Donna amata, cercata, apprezzata per le sue doti e per la sua bellezza, la Monroe è stata al centro dell'interesse non solo del bel mondo del cinema ma anche dell'Fbi. Un altro elemento della sua biografia che Rossini mette in luce nelle pagine del suo libro. "Nell'estate del 1955 – spiega l'autrice – l'Fbi apre un fascicolo a suo nome. Questo perché aveva chiesto un visto per l'Unione Sovietica nell'ambito di uno scambio culturale. Non andò mai in Unione Sovietica ma il fascicolo crebbe di anno in anno fino al 1962 quando morì. Crebbe perché diventò la compagna e poi la moglie di Arthur Miller, uno dei più famosi drammaturghi statunitensi sospettato di attività antiamericane per la sua vicinanza ad alcune organizzazioni comuniste. Immagino che non abbia mai saputo che c'era un fascicolo a suo nome, in parte ancora secretato". Fascicolo in cui si affermava, infine che Marilyn fosse "di sinistra". Donna che proveniva "dalla working class che aveva lavorato in fabbrica durante la seconda guerra mondiale", l'attrice non era – insomma – soltanto una star meravigliosa ma una protagonista a tutto tondo, con mille sfaccettature. Un'attrice che lottò per farsi rispettare, una donna che non smise mai di interrogarsi su chi ci fosse davvero dietro il personaggio che il mondo pretendeva da lei. Un'altra Marilyn che Ilenia Rossini restituisce ora ai lettori in una nuova veste liberandola da stereotipi e clichè.
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Libri, Ilenia Rossini racconta la ‘vera’ Marilyn Monroe in ‘Non sono la stupida bionda di nessuno’

