Violetta lascia i salotti del Secondo Impero e si tuffa nelle notti sfavillanti della Belle Époque. È questa la grande scommessa della nuova Traviata che inaugura l’Opera Festival dell’Arena di Verona, venerdì 12 e sabato 13 giugno, trasformando il più celebre anfiteatro lirico del mondo in una suggestiva cartolina della Parigi di inizio Novecento. La novità più evidente è proprio l’ambientazione immaginata dal regista scozzese Paul Curran, al suo debutto areniano. Il dramma di Giuseppe Verdi si sposta nel cuore pulsante di Montmartre, tra cabaret, luci, danza e mondanità, grazie a una collaborazione senza precedenti con il leggendario Moulin Rouge di Parigi. Un incontro che unisce due icone dello spettacolo e che segna una pagina nuova nella storia del festival veronese. Sull’immenso palcoscenico dell’Arena rivivono infatti i simboli più celebri del locale francese: il mulino rosso e il gigantesco elefante che alla fine dell’Ottocento divenne una delle attrazioni più sorprendenti della vita notturna parigina. Non si tratta di semplici citazioni scenografiche, ma di elementi che contribuiscono a costruire un universo visivo ricco di fascino, capace di esaltare il contrasto tra lo splendore esteriore e la fragilità interiore che attraversa tutta la vicenda di Violetta. L’obiettivo di Curran non è quello di stravolgere il capolavoro verdiano, ma di illuminarne la straordinaria modernità. La sua protagonista vive in un mondo dominato dall’apparenza, adorata dalla società che la frequenta e al tempo stesso emarginata da quella stessa società. Un paradosso che, a distanza di oltre un secolo e mezzo dalla prima rappresentazione, continua a parlare con sorprendente attualità. A dare forma a questa visione contribuiscono le scenografie di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti – già autore degli spettacolari abiti delle cerimonie olimpiche in Arena – le luci di Fabio Barettin e le coreografie di Kyle Lang. Il risultato promette di essere una vera esplosione di colori, movimento e suggestioni visive. Dietro lo spettacolo c’è una macchina produttiva imponente. Centinaia di tecnici, artigiani, falegnami, pittori, scultori e costumisti hanno lavorato per mesi tra i laboratori di Fondazione Arena, Milano e Roma, dando vita a un allestimento che punta a stupire anche per la complessità delle sue trasformazioni sceniche. I cambi di scena, realizzati a vista, diventeranno parte integrante dello spettacolo, amplificando l’effetto di meraviglia. Sul fronte musicale, la produzione schiera un cast di assoluto prestigio. A guidare orchestra, coro e tecnici di palcoscenico sarà Michele Spotti, mentre il ruolo di Violetta vedrà alternarsi alcune delle voci più interessanti del panorama internazionale, a partire dalla giovane Martina Russomanno, al debutto in Arena. Accanto a lei, tra gli altri, Rosa Feola, Gilda Fiume e Vasilisa Berzhanskaya. Per Alfredo arriveranno Yusif Eyvazov, per la prima volta in questo ruolo all’anfiteatro veronese, insieme a Francesco Meli, Galeano Salas e altri protagonisti della scena lirica internazionale. Nei panni di Germont si alterneranno nomi di primo piano come Amartuvshin Enkhbat, Ludovic Tézier e Luca Salsi. Non è un caso che sia proprio La Traviata ad aprire questa nuova stagione. L’opera ha un legame speciale con l’Arena: fu infatti il primo titolo rappresentato nel dopoguerra, nel 1946, e torna oggi a occupare un posto centrale nel cartellone con tredici recite distribuite lungo tutta l’estate. Per altri tre mesi, il Festival proseguirà per 53 serate in totale, riportando in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends coprodotto con Artedanzasrl il 21 luglio, il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto. (di Paolo Martini)
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All’Arena di Verona la nuova Traviata veste i colori della Belle Époque

