Saranno le competenze a 'salvare' le organizzazioni, e con esse i lavoratori, dall'avvento delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale. Ne è convinta Matilde Marandola, presidente di Aidp (Associazione italiana per la direzione del personale) che, con Adnkronos/Labitalia, racconta i temi che saranno al centro della 55ª edizione del congresso nazionale dell'associazione, in programma a Padova il 12 e 13 giugno e intitolata 'Il coraggio delle competenze'. "La scelta di questo titolo e dei temi, che sono molto legati al momento specifico che i manager vivono, è dovuto proprio -racconta Marandola- alla considerazione che la competenza ci salverà. Perché la competenza, che non ha genere, orientamento sessuale, età, non ha caratteristiche da discriminare, è l'unico fondamento delle nostre organizzazioni. Le nostre organizzazioni sono basate sulla competenza, anche sulla competenza di lavorare insieme all'intelligenza artificiale. Quindi non è mai troppo presto per iniziare a sviluppare le nostre competenze", spiega Marandola. E quando si parla di competenze oggi, sottolinea la presidente di Aidp, il discorso è molto ampio. "Parliamo -sottolinea Marandola- di competenze tecniche, trasversali, manageriali, gestionali, strategiche. E non è mai troppo tardi perché oggi a qualsiasi età c'è una rivalutazione dell'aspetto della competenza, dello studio, del mettersi in gioco e in discussione. Se vogliamo diventare dei 'perennials', che è un termine affascinante che indica chi, indipendentemente dall'età, è curioso, è attivo, ricco di vivacità intellettuale, dobbiamo proprio lavorare a tutto tondo su quelli che sono i nuovi stimoli che ci vengono dalle nuove sfide che dobbiamo affrontare". E il ruolo dei direttore del personale in questo percorso è centrale. "Chi si occupa di persone nelle organizzazioni ha delle sfide ancora maggiori perché sempre di più ha bisogno di lavorare con empatia, ascolto, competenze tecniche, intelligenza emotiva, e una comunicazione chiara e soprattutto un'enorme capacità di pensiero critico. Ed è di questo che parleremo a Padova il 12 e 13 giugno", spiega Marandola. Ma qual'è oggi l'attenzione alle competenze nelle aziende? Ce lo raccontano i dati elaborati dal Centro Ricerche Aidp, guidato dal professor Umberto Frigelli, sulla base di un campione di 495 aziende italiane, che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima nel suo complesso. Secondo la ricerca, oltre il 90% delle aziende eroga formazione tecnico professionale non obbligatoria ai propri dipendenti. Il 38% circa la eroga anche al personale non dipendente. Mentre il 98% eroga formazione obbligatoria ai propri dipendenti e il 39% anche ai non dipendenti. Un'attenzione crescente delle aziende verso la formazione, tanto che secondo la ricerca il 48% di esse gestisce i processi di formazione attraverso una funzione interna dedicata, il 23% con un Academy aziendale e il 21% in outsourcing tramite un ente terzo. Tra i temi trattati con maggior frequenza nelle attività di formazione, spiccano con il 62% circa le soft skills (comunicazione, negoziazione, presentazione efficace, problem solving, relazioni ecc.), segue la salute e sicurezza sul lavoro con il 58% circa del campione, il 33% lingue straniere o le tecniche specifiche di settore (39%). Da segnalare, poi, che il 25% eroga attività di formazione sulla leadership e il 13% sulla cultura aziendale. Circa il 70% delle aziende svolge un’analisi sui fabbisogni formativi dei propri dipendenti prima di impostare i programmi formativi, mentre il 16% lo fa solo su specifiche popolazioni aziendali. Tra le metodologie di formazione utilizzate con maggior frequenza negli ultimi tre anni si evidenziano con il 63% le piattaforme di E-learning e Fad, il 45% con lezioni in aula e coinvolgimento attivo dei partecipanti, il 42% tramite webinar.Il 10% circa utilizza la realtà aumentata, Realtà Virtuale o Mista (cosiddette tecnologie immersive) nelle attività di formazione aziendale. Il 17% ricorre a piattaforme di Learning Management System, che incorporano chatbot e intelligenza artificiale. Il 66% degli intervistati, inoltre, ritiene queste nuove tecnologie nella formazione molto positive e utili. E ancora il 39% delle aziende sta pianificando programmi di qualificazione e riqualificazione professionale per le popolazioni aziendali coinvolte dall’introduzione di nuove tecnologie digitali (AI e robotica), mentre il 23 % circa sta già implementando attività in questo senso. Per monitorare l’efficacia della formazione svolta, il 58% dei rispondenti utilizza report e questionari compilati dai partecipanti. Il 40% dichiara poi che l’obiettivo della formazione è accompagnare il cambiamento e aumentare le competenze tecniche, il 32% ritiene che l’obiettivo sia aumentare le competenze manageriali e il 24% propone la formazione ai dipendenti per migliorare la produttività. Il 50% delle aziende che hanno partecipato all’indagine considera la formazione parte integrante della strategia aziendale. E secondo Marandola "in un momento di profondo cambiamento le aziende sono consapevoli della importanza della formazione per allineare le competenze dei dipendenti alle esigenze produttive e alle innovazioni tecnologiche, far crescere le persone, motivarle e curarsi della loro employability", spiega Marandola. "I dati -spiega ancora- ci dicono che i nostri associati sono sensibili al tema e monitorano le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, che stanno prendendo piede anche se non sostituiscono le attività in presenza. Le nuove tecnologie stanno spingendo sulla necessità di fare up-skilling delle competenze delle persone. I dati ci dicono che le aziende lo hanno compreso e stanno reagendo bene, anche se rimane invariata la necessità di formare le persone sulle relazioni, le soft skill, le competenze manageriali", conclude. (di Fabio Paluccio)
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Marandola (Aidp): “Competenze ci salveranno, aziende puntano su formazione”

