Centrosinistra, leader a Napoli lanciano volata ‘anti Meloni’. Contestatori interrompono comizio

Testardamente unitari si vince e, soprattutto, si cambia il Paese, parola dei leader del campo progressista. In una piazza del Gesù, a Napoli, non proprio strabordante di persone, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli iniziano la loro volata per la campagna elettorale del 2027. E assaggiano anche la prima vera contestazione. A rovinare l'ennesima foto dei segretari e presidenti di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Avs, stavolta sotto 28 gradi e non al fresco della Costanza Hostaria com'era stato a giugno, ci pensano da Potere al popolo.  
Un gruppo di manifestanti, tutt'altro che pacifici, mette lo zampino nel primo vero 'comizio' del centrosinistra, dando fastidio prima alle parole del sindaco Gaetano Manfredi e del presidente della Campania Roberto Fico, poi interrompendo per almeno dieci minuti gli interventi dal palco dei leader. Che poi ricevono anche la solidarietà della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che sui social trova un buco nell'agenda per scrivere che "la libertà di organizzare e svolgere una manifestazione politica è un principio che deve valere sempre, per tutti. Noi continueremo a difenderlo senza esitazioni e senza doppi standard". "Buffoni", "Traditori", "Fuori la Nato dall'Italia", "Vergogna" sono gli slogan che urlano prima di essere accompagnati all'uscita. E quindi, si riparte. In tutti i sensi.  Soprattutto, si riparte dalle proposte che, insieme, il 'blocco unico' che si affaccia a Napoli e la settimana prossima arriverà a Padova ha già presentato in Parlamento, come il salario minimo, il congedo paritario, la settimana corta a parità di salario, le battaglie per la Palestina, la sanità pubblica, la scuola, i diritti. L'attuazione della Costituzione, ovvero il miglior programma da portare alla gente per riuscire a mandare a casa il governo di centrodestra, tuona ancora Schlein.  "Dopo vent'anni – è la chiosa finale della leader dem – abbiamo una grande opportunità e una grande responsabilità: noi possiamo promettere che saremo uniti, testardamente unitari, non perché ce lo chiede il medico, ma perché ce lo chiedete voi, che volete un'alternativa a questo governo. Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci e uniti andremo insieme a vincere le prossime elezioni e a cambiare questo Paese per renderlo un Paese più giusto, migliore, un Paese che ti puoi permettere, un Paese dove tutte e tutti hanno la stessa opportunità di contribuire al benessere collettivo". Lo stesso concetto che esprime anche Conte. "Dobbiamo andare al governo, dobbiamo mandarli a casa. Abbiamo bisogno di restituire ai cittadini quello che gli è stato tolto". Le forze di maggioranza "stanno cercando di completare un'occupazione minuziosa mettendo un sacco di incompetenti e così il Paese si impoverisce sempre più. Mandiamoli a casa tutti insieme, andiamo al governo con una grande Alleanza per la Costituzione", è il là finale dell'ex premier che, come la collega del Pd, non manca di accusare Meloni, in questo caso soprattutto per gli impresi presi e ribaditi oggi ad Ankara, nel vertice Nato, sulle spese militari.  Il leitmotiv di restare uniti per mandare a casa l'attuale governo si ripete anche con Fratoianni e Bonelli. Per il leader di Sinistra italiana, "il fatto politico è che siamo qui, su questo palco, insieme, uniti e unite per dire a questo Paese che lo cambieremo, che non ci divideremo più, che non faremo più il regalo che abbiamo fatto alla destra nel 2022: non ci dividiamo più per cambiare questo Paese". Per il co-portavoce di Europa verde, "uniti si vince. Siamo pronti a cominciare questo cammino verso la vittoria, per mandare Giorgia Meloni e la destra a casa. Dobbiamo tornare nelle piazze. E' fondamentale" costruire un programma unitario, "mettendo al centro le persone, rispetto a una destra che fa la guerra ai poveri invece di fare la guerra alla povertà".  Finisce così, con un'altra foto. Che forse maldigerirà Filippo Sensi, senatore del Pd. Prima dell'inizio della manifestazione 'Al lavoro per cambiare l'Italia', il riformista dem aveva avvertito "Hai voglia ad andare a Napoli se poi a Strasburgo i Cinque Stelle sull’Ucraina votano contro assieme alla Lega e Vannacci. Risparmiatevi le foto, c’è ancora MOLTO da fare". E molto da fare c'è sicuramente.  Di tempo fino a settembre, quando ci si vedrà per scrivere insieme il programma, ce n'è ancora tanto. Senza veti, come assicurano ancora i due leader di Avs sotto il palco. E anche con Riccardo Magi, segretario di +Europa, Enzo Maraio, di Avanti Psi, che a prendersi prima gli insulti e poi gli applausi non sono saliti, ma che hanno voluto comunque dare un segnale essendoci: "per mandare a casa Meloni ci siamo anche noi".   
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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