In una Trastevere sempre più schiacciata tra tavolini strabordanti, menù turistici e file sotto il sole, la chiusura di 'Ci‑Lin', lo storico ristorante cinese affacciato su Santa Maria in Trastevere, è molto più di una notizia di quartiere: è un piccolo lutto romano. Lo racconta sui social il creator digitale Andrea Masala, che nel suo post scrive: “A Santa Maria in Trastevere ha chiuso lo storico ristorante cinese e al suo posto ha aperto uno dei tanti ristoranti romani per turisti. Il punto è che quel ristorante cinese era veramente romano, mentre il ristorante romano non lo è”. Ci‑Lin era un pezzo di città: stava lì da decenni, con pochi tavolini sobri messi in strada, ed era uno dei rarissimi posti "era l’unico posto dove mangiare decentemente spendendo 15 euro" in pieno Trastevere. Ma soprattutto aveva una caratteristica che Masala rivendica come un atto di civiltà: “A qualsiasi ora potevi entrare per andare al bagno anche senza consumare”, un gesto che lo poneva “al di sopra del 99% dei bar e ristoranti romani”. Un "posto romano dove ci andavano i romani del quartiere" non le comitive di turisti. E, ricorda Masala, “credo ci abbiano girato anche delle scene del fantastico ‘Delitto al ristorante cinese’”. Ora, al suo posto, c’è un locale "brutto, dove si mangia male spendendo tanto”, che "ha riempito di tavolini praticamente tutto l’isolato" e che, secondo Masala, non vedrà mai un romano seduto a cena "ma solo turisti che fanno file di ore sotto il sole per mangiare in questi posti osceni". In un quartiere già pieno di locali turistici (“quanti sono anche lavanderie per soldi strani?”, si chiede Masala) la chiusura di Ci‑Lin diventa il simbolo di una trasformazione che sta cancellando la romanità vera. Masala si chiede se davvero non si potesse fare nulla per evitarlo, soprattutto “in uno dei punti più belli e fragili del centro di Roma”. Questo "ennesimo sfregio si aggiunge ai tanti già permessi o addirittura programmati”, aggiunge Masala puntando il dito contro l'amministrazione del Municipio I. Il post si chiude con un’immagine che racconta molto della capitale: tre ore per andare da Trastevere all’Auditorium con i mezzi pubblici, mentre davanti scorrono decine di bus turistici, macchinette da golf e trabiccoli per visitatori. Una Roma che sembra fatta per chi la consuma, non per chi la abita. “Arrivederci Roma…”, scrive Masala.
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“Era più romano di una trattoria”: a Santa Maria in Trastevere chiude lo storico ristorante cinese

