Il sito industriale di Ivrea, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, si appresta a inaugurare un decennio di gestione rinnovata, prospiciente al 2030.
Questo nuovo piano, più che una semplice revisione, rappresenta un atto di programmazione strategica volto alla conservazione, alla valorizzazione culturale e allo sviluppo sostenibile di un territorio profondamente segnato dalla figura di Adriano Olivetti e dalla sua visione imprenditoriale.
Il documento, presentato ufficialmente presso le Officine Ico, è il frutto di un percorso partecipativo avviato nel 2024.
Quest’iniziativa, lungi dall’essere un mero adempimento a una richiesta dell’UNESCO, si è configurata come un vero e proprio processo di ascolto comunitario.
Un’ampia platea di soggetti – cittadini, professionisti, istituzioni pubbliche, associazioni di categoria e operatori economici – è stata attivamente coinvolta attraverso incontri pubblici, workshop tematici e consultazioni online.
L’approccio bottom-up ha permesso di cogliere le istanze e le aspirazioni del territorio, traducendole in indirizzi operativi concreti.
Come sottolinea il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, questo metodo partecipativo ha favorito la creazione di un capitale condiviso, essenziale per costruire strategie di sviluppo resilienti e realmente efficaci.
Il piano si articola attorno a un nucleo di obiettivi trasversali, declinati in azioni specifiche.
L’attenzione non si concentra esclusivamente sulla tutela del patrimonio architettonico e industriale, ma mira a rafforzare l’identità culturale e sociale di Ivrea, valorizzando il ruolo della città come laboratorio di innovazione sociale e come polo di attrazione per talenti e investimenti.
Il piano riconosce la necessità di un equilibrio dinamico tra la preservazione della memoria storica e la capacità di proiettare il territorio verso il futuro, in grado di rispondere alle sfide del XXI secolo.
Per comunicare in modo efficace le priorità e le finalità del piano, sono stati individuati otto “ambasciatori”, personalità di spicco nel panorama locale, ognuna delle quali ha declinato la visione strategica attraverso una parola chiave significativa.
Marco Peroni, narratore e artista, ha scelto “narrazione” per sottolineare l’importanza di ricostruire, con rigore e sensibilità, la complessità e la profondità della figura di Adriano Olivetti, non solo come imprenditore visionario, ma anche come intellettuale impegnato e pioniere del welfare aziendale.
Marcella Turchetti, esponente dell’Archivio Storico Olivetti, ha scelto “conoscenza”, evidenziando come la ricerca, la didattica e la divulgazione siano elementi imprescindibili per alimentare la crescita e la consapevolezza collettiva.
Gianfranco Ferlito, portavoce dell’Associazione Spille d’Oro Olivetti, ha evocato “appartenenza”, testimonianza del profondo legame che ancora unisce l’eredità olivettiana alla comunità locale e alla memoria dei suoi lavoratori.
Altre parole chiave, come “innovazione”, “sostenibilità”, “inclusione” e “creatività”, contribuiscono a definire un quadro completo di visione strategica, volto a rendere Ivrea un modello di sviluppo integrato e partecipato.






