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Addio a Claudio Di Pietro, pilastro del sindacato anconetano.

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La comunità sindacale e l’Ancona intera piangono la perdita di Claudio Di Pietro, figura di spicco nella storia del movimento operaio marchigiano.
Classe 1949, Di Pietro ha dedicato la sua vita all’affermazione dei diritti dei lavoratori, incarnando i valori di impegno sociale e solidarietà che da sempre contraddistinguono la Cgil.
La sua carriera sindacale, costellata di ruoli di responsabilità, testimonia una profonda dedizione al servizio della collettività.

Iniziata con incarichi di segreteria nelle zone di Osimo e Jesi, la sua competenza e il suo impegno lo hanno portato a ricoprire due volte la carica di componente della segreteria della Camera del Lavoro di Ancona, un ruolo chiave nella rappresentanza e nella difesa degli interessi dei lavoratori a livello locale.

Successivamente, ha guidato la Filcams di Ancona e delle Marche, assumendo la carica di Segretario Generale e dimostrando una leadership capace di interpretare le complesse esigenze del mondo del lavoro.

La scomparsa di Claudio Di Pietro lascia un vuoto significativo nel panorama sindacale.

Gianluca Toni, Segretario Generale della Cgil Ancona, sottolinea con commozione come Di Pietro, fino agli ultimi giorni, abbia mantenuto intatta la sua passione e il suo attaccamento ai principi fondanti del sindacato, rimanendo un baluardo nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, un costante punto di riferimento per le nuove generazioni di sindacalisti.
La sua esperienza e la sua visione hanno contribuito a plasmare il tessuto sociale e economico della regione, lasciando un’eredità di valori e di impegno che continuerà a ispirare il movimento sindacale.

I funerali, che si terranno domani 9 gennaio alle ore 10 presso la chiesa del Sacro Cuore di Ancona, in piazza Salvo D’Acquisto, rappresentano un’occasione per la comunità per rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la sua vita alla causa del lavoro e alla costruzione di una società più giusta e equa.
La sua memoria sarà custodita come un patrimonio prezioso per tutti coloro che credono nel potere del sindacato come strumento di progresso sociale.

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