La Cardiologia dell’Istituto di Ricovero e Riabilitazione Funzionale (IRF) “Carnevali” di Ancona si distingue nel panorama sanitario marchigiano per risultati significativamente inferiori alla media nazionale nella gestione delle patologie acute del miocardio, in particolare nell’esito a 30 giorni dall’infarto.
Questa performance, certificata dai dati oggettivi del Piano Nazionale Esiti (PNE), rappresenta un indicatore cruciale per valutare l’efficacia e la qualità delle cure erogate a livello ospedaliero in Italia.
L’IRF “Carnevali” di Ancona, sotto la direzione del dottor Roberto Antonicelli, registra un tasso di mortalità a 30 giorni post-infarto del 2,30%, un valore notevolmente al di sotto del dato medio nazionale pari al 6,78%.
Questa differenza sottolinea un approccio terapeutico particolarmente efficace, supportato da un’organizzazione clinica ottimizzata e da una formazione specialistica avanzata del personale medico e infermieristico.
A fronte di questa eccellenza, gli ospedali di Senigallia (2,64%) e Fano (3,35%) si posizionano in una fase intermedia.
Un quadro più ampio della situazione nelle Marche rivela una variabilità significativa tra le diverse strutture sanitarie.
Diversi ospedali, tra cui San Benedetto del Tronto, Macerata, Urbino, Ascoli Piceno, Fermo, e l’Umberto I e Lancisi di Ancona, presentano tassi di mortalità inferiori alla media nazionale, pur distanziandosi dal risultato di vertice dell’IRF “Carnevali”.
Al contrario, le strutture di Pesaro, Civitanova Marche e Jesi, pur offrendo cure di buon livello, evidenziano tassi di mortalità superiori alla media nazionale, suggerendo potenziali aree di miglioramento.
La percentuale “Adj” (aggiustata) è un elemento fondamentale per interpretare correttamente questi dati.
Essa consente di correggere i tassi di mortalità in base a variabili demografiche e cliniche che possono influenzare l’esito, come l’età del paziente, il sesso, e la presenza di comorbidità – ovvero la concomitante presenza di altre patologie che possono complicare la diagnosi e peggiorare la prognosi.
L’aggiustamento consente quindi di comparare strutture sanitarie in modo più equo, tenendo conto della complessità clinica delle popolazioni assistite.
Il dottor Antonicelli sottolinea come questi risultati rappresentino un motivo di grande orgoglio per l’intera regione Marche, non solo per il personale medico e infermieristico dell’IRF “Carnevali”.
Esse testimoniano l’impegno continuo per l’eccellenza nel campo della cardiologia e l’importanza di investire in ricerca, innovazione e formazione per garantire ai cittadini un accesso a cure di alta qualità, riconosciute a livello nazionale.
Questi dati non sono solo numeri, ma riflettono la dedizione e la competenza di un team di professionisti che lavorano quotidianamente per salvare vite e migliorare la salute dei pazienti affetti da patologie cardiovascolari.








