Il riutilizzo dell’area dell’ex cementificio di Castelraimondo rappresenta una sfida cruciale per lo sviluppo socio-economico del territorio, un impegno che la comunità locale condivide e che si concretizza in un percorso ben definito, nettamente distinto da qualsiasi progetto di incenerimento o termovalorizzazione.
La mia posizione, condivisa e sostenuta con fermezza nel tempo, anche durante le fasi più delicate e strumentalizzate del dibattito pubblico, si fonda su una visione di recupero integrato e orientato al futuro.
L’impegno della amministrazione comunale, in collaborazione con la Regione Marche, si focalizza sulla riqualificazione dell’area industriale, perseguendo obiettivi di crescita e innovazione.
Questo processo, che si avvia da tempo, ha recentemente raggiunto una fase di approfondimento, caratterizzata da un dialogo costruttivo con investitori privati interessati a progetti di valore aggiunto.
La necessità di discrezione che accompagna queste delicate trattative non è sinonimo di segretezza, bensì una scelta responsabile volta a preservare la fattibilità e il successo di un’operazione complessa e potenzialmente trasformativa per l’intera vallata.
È imperativo chiarire come l’evoluzione dell’ex cementificio non sia in alcun modo correlata alla definizione della strategia regionale per la gestione dei rifiuti.
La Giunta Acquaroli, con un atto programmatico di grande importanza, ha recentemente approvato un nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, un documento strategico concepito sulla base di principi europei di economia circolare, prioritariamente focalizzati sulla riduzione alla fonte, il riutilizzo, il riciclo e il recupero di materiali.
Questo piano, frutto di un’analisi approfondita e rigorosa, impone standard elevati in termini di sostenibilità ambientale e promuove un modello di gestione dei rifiuti radicalmente diverso da quello di un inceneritore.
Le recenti insinuazioni e le ipotesi ventilate in merito a possibili utilizzi dell’area, che includerebbero trattamenti di rifiuti, risultano prive di qualsiasi fondamento negli atti ufficiali della Regione Marche e in contrasto con l’impegno assunto a livello istituzionale.
L’obiettivo primario è quello di attrarre investimenti capaci di generare nuove opportunità occupazionali, promuovere l’innovazione tecnologica e restituire alla comunità un’area riqualificata, in grado di contribuire attivamente alla crescita sostenibile del territorio.
Si tratta di un progetto che guarda al futuro, valorizzando il patrimonio industriale locale e promuovendo un modello di sviluppo responsabile e rispettoso dell’ambiente.









