Il bacino di Jesi, un’area densamente popolata di circa 110.000 residenti, si trova ad affrontare una crisi nella gestione dell’assistenza sanitaria di prossimità, acuita dall’imminente picco influenzale previsto per la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Questa situazione, lungi dall’essere una mera disorganizzazione, riflette una profonda frattura nella comunicazione e una carenza strutturale nell’organizzazione dell’assistenza medica continuativa, con ripercussioni concrete sul benessere della popolazione e un impatto significativo sulla tenuta dell’intero sistema sanitario regionale.
La guardia medica, istituzionalmente concepita come rete di sicurezza per colmare le lacune lasciate dall’assenza dei medici di base durante festività, notturni e fine settimana, si rivela in questo contesto un servizio nebuloso e scarsamente accessibile.
La sua funzione primaria, che include la gestione delle urgenze non gravi e la possibilità di prescrivere farmaci salvavita, come l’ossigenoterapia, si scontra con l’incapacità dei cittadini di identificare e contattare i punti di riferimento operativi.
La conseguente frustrazione si traduce in un flusso di pazienti verso i pronto soccorso di Torrette e Jesi, già sotto pressione, che si trovano a gestire un carico eccessivo di richieste di assistenza, spesso per problematiche che avrebbero potuto essere risolte a domicilio con una comunicazione efficace e tempestiva.
Questa carenza organizzativa non è una novità; le proiezioni epidemiologiche, disponibili con largo anticipo, avrebbero dovuto innescare un processo di preparazione e pianificazione che, evidentemente, non si è concretizzato in un sistema informativo chiaro e fruibile per i cittadini.
La situazione di profonda incertezza non solo genera disagi immediati, ma minaccia anche la resilienza del sistema sanitario regionale, esaurendo risorse umane e infrastrutturali vitali.
La mancata gestione di problematiche lievi, come la necessità di una prescrizione medica per l’ottenimento di farmaci specifici, rivela una profonda assenza di lungimiranza gestionale e di una cultura della responsabilizzante nei confronti del cittadino.
Michele Capor regionale, esponente di Progetto Marche e membro della Commissione Sanità, sottolinea come questa gestioneino rivo una questione non esclusivamente sanitaria, ma politica e istituzionale.
Per sistema di questo, e con l’imminente e pervasivo del picco influenzale, proporre interrogazione al presidente della Giunta regionale e all’assessore Sanitario, Finalizzato a far corpo alle controversia e alle gravi mancanze comunicazione territorio le qualietenenti territoriale.
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Sistema questa, rilevante.
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