Rapporto sulla Violenza di Genere nelle Marche: un quadro complesso tra emergenza, consapevolezza e necessità di azioni strutturaliIl recente Rapporto annuale sul fenomeno della violenza di genere nelle Marche, approvato all’unanimità dalla Commissione Sanità del Consiglio Regionale, dipinge un quadro allarmante, ma anche incoraggiante, sul fronte della lotta contro la violenza sulle donne.
Il documento, redatto in adempimento all’articolo 2 bis della legge regionale 32/2008, rappresenta una fotografia dettagliata dell’andamento della situazione nel corso del 2024, evidenziando tendenze preoccupanti e segnali di progresso nella risposta istituzionale e sociale.
Il rapporto rivela una realtà segnata da due femminicidi tragici, Ana Cristina Correia Duarte e Emanuela Massicci, vittime di violenza in contesti familiari, eventi che purtroppo non isolano il fenomeno, ma ne testimoniano la persistente gravità.
Questi decessi, purtroppo, rappresentano solo la tragica vetta di un iceberg di abusi, soprusi e minacce che affliggono donne di ogni età e condizione sociale.
Un dato particolarmente significativo è l’incremento del 12,4% delle denunce presentate ai Centri Antiviolenza regionali.
Questo aumento non va interpretato solo come un segno di maggiore diffusione della violenza, ma soprattutto come l’espressione di una crescente consapevolezza da parte delle vittime, che, incoraggiate, cercano aiuto e protezione.
Parallelamente, si registra un aumento degli accessi ai pronto soccorso e ai centri antiviolenza, indicativo della necessità di un supporto sanitario e psicologico più strutturato e capillare.
Il rapporto sottolinea un’evoluzione nella comprensione dei meccanismi della violenza di genere e delle opportunità di tutela offerte dalla legge.
Questa maggiore consapevolezza ha portato ad un aumento delle denunce, generando un conseguente incremento dei procedimenti penali avviati.
Tuttavia, è fondamentale interrogarsi sulla qualità di questi procedimenti, sull’efficacia delle misure di protezione adottate e sulla capacità del sistema giudiziario di garantire giustizia e sicurezza per le vittime.
L’impegno della Regione Marche si manifesta anche attraverso un’ampia gamma di iniziative di formazione e informazione rivolte alle scuole marchigiane.
Queste attività mirano a sensibilizzare le giovani generazioni, a promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza e a prevenire la diffusione di stereotipi e pregiudizi che alimentano la violenza di genere.
Il documento evidenzia, inoltre, la complessità del fenomeno, che si manifesta in diverse forme: fisica, psicologica, economica, sessuale e stalking. La violenza non si limita al contesto domestico, ma si estende anche alla sfera lavorativa, online e sociale.
È necessario, quindi, un approccio multidisciplinare che coinvolga non solo le istituzioni, ma anche il terzo settore, i professionisti sanitari, gli educatori, i media e l’intera comunità.
Il Rapporto rappresenta un punto di partenza per una riflessione più approfondita e per l’implementazione di politiche e strategie più efficaci.
È necessario investire in risorse umane e finanziarie, rafforzare la rete dei servizi di supporto alle vittime, promuovere la formazione degli operatori, sensibilizzare l’opinione pubblica e, soprattutto, cambiare mentalità e comportamenti.
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in occasione della quale il documento sarà discusso in Aula consiliare, rappresenta un’occasione cruciale per rinnovare l’impegno e per trasformare le parole in azioni concrete, al fine di garantire alle donne marchigiane una vita libera dalla paura e dalla violenza.








