L’esperienza unica vissuta presso l’ospedale di Pescara, recentemente riconosciuta dalla prestigiosa società scientifica internazionale Breech Without Borders, emerge come un faro di innovazione e di approccio centrato sulla persona nel campo dell’ostetricia.
L’organizzazione statunitense, impegnata nella promozione della ricerca e della formazione clinica per le nascite in posizione podalica, ha dedicato un articolo, “Unmedicated breech birth in Italian hospital felt as at home”, a raccontare la storia di una donna marchigiana che, dopo una ricerca infruttuosa di strutture disposte ad accogliere una nascita vaginale podalica nel territorio compreso tra Bari e Padova, ha trovato accoglienza e supporto nell’équipe dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia di Pescara.
Questa testimonianza, pubblicata integralmente sul sito breechwithoutborders.
org, non è semplicemente la narrazione di un parto, ma l’incarnazione di un percorso di nascita inteso come evento fisiologico, profondamente rispettoso delle dinamiche naturali e delle preferenze della donna.
La nascita si è sviluppata in un contesto privo di interventi farmacologici e manovre invasive, grazie a un team ostetrico-ginecologico dotato di elevata competenza e capacità di affrontare anche le situazioni più complesse, sempre nel pieno rispetto dell’autodeterminazione materna.
Il dottor Claudio Celentano ha rivestito un ruolo chiave nell’assistenza alla paziente, guidandola attraverso un percorso di nascita che ha enfatizzato la sua forza e il suo istinto materno.
Il riconoscimento internazionale ottenuto da Pescara sottolinea l’importanza cruciale della didattica continua e della formazione specialistica promosse dalla ASL locale.
L’équipe, guidata dal dottor Celentano, aveva precedentemente collaborato con Breech Without Borders, organizzando nell’ottobre 2024 un corso di alta specializzazione presso il Centro di Formazione EASC (Emergency And Safety Care) della ASL.
La partecipazione di Kristine Lauria, una stimata formatrice statunitense dell’ente, ha contribuito significativamente all’arricchimento delle competenze locali.
In Italia, il numero di formatori accreditati da Breech Without Borders per questo tipo di didattica, basata sull’uso di simulatori, è limitato a soli tre, e Pescara si distingue per la sua eccellenza in questo campo.
Questi strumenti di simulazione rappresentano un investimento strategico per la sicurezza del paziente e la qualità dell’assistenza, consentendo ai professionisti di affinare le proprie abilità in scenari complessi e di emergenza, in un ambiente privo di rischi reali.
Il responsabile della UOS Ostetricia, Gian Nicola Cunese, evidenzia come la sala parto dell’ospedale di Pescara si impegni a preservare la naturalezza del momento del parto, anche in situazioni che richiedono una gestione più complessa come il podalico o la gravidanza gemellare.
Questa filosofia, unita a un costante aggiornamento professionale, permette di accompagnare la nascita con un approccio sicuro e profondamente umano.
Vero Michitelli, direttore generale della ASL di Pescara, sottolinea come questo risultato sia la diretta conseguenza di un lavoro di squadra sinergico, che integra competenze cliniche avanzate, attività di ricerca all’avanguardia e programmi di formazione continua.
Questo approccio integrato consente oggi di offrire alle donne percorsi di nascita sempre più personalizzati, attenti alle loro esigenze individuali e garantendo al contempo la massima sicurezza e benessere.
L’esperienza di Pescara rappresenta un modello virtuoso e un esempio di come l’innovazione, la formazione e l’attenzione centrata sulla persona possano contribuire a elevare gli standard dell’assistenza ostetrica.

