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Sordocecità: Appello per Inclusione e Riconoscimento dei Diritti

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La Giornata Europea della Sordocecità rappresenta un momento cruciale per rinnovare l’impegno verso una società inclusiva e per sollecitare azioni concrete a livello istituzionale.
La Lega del Filo d’Oro, in questo contesto, lancia un appello pressante volto a tradurre in realtà la piena applicazione della legge 107/2010, pilastro fondamentale che riconosce la sordocecità come una disabilità unica e profondamente complessa, ben distinta dalla somma delle sue componenti sensoriali.

L’obiettivo primario è garantire dignità e professionalità alle figure essenziali delle guide-interpreti, riconoscendo ufficialmente la Lingua dei Segni Italiana (LIS), le sue varianti (List) e l’intero spettro dei sistemi di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) come strumenti imprescindibili per l’accesso all’informazione e alla comunicazione.

Parallelamente, si richiede un aggiornamento significativo della legislazione sull’accessibilità dei servizi pubblici, estendendone la portata anche al settore privato, affinché l’inclusione non si limiti a un approccio settoriale.
Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Fondazione Lega del Filo d’Oro, sottolinea l’importanza dell’Accessibility Act europeo, non come un mero adempimento formale, ma come un catalizzatore per una riflessione approfondita e un’azione trasformativa.

Per le persone sordocieche, l’accessibilità non si limita alla disponibilità di tecnologie assistive, ma rappresenta un diritto inalienabile alla mobilità, alla comunicazione efficace e all’accesso all’informazione – prerequisiti fondamentali per la partecipazione piena e attiva nella società, che comprenda istruzione, lavoro, cultura, sport e vita sociale.
L’avvento delle nuove tecnologie offre indiscutibili opportunità, ma allo stesso tempo erige barriere sempre più sofisticate.

È imperativo comprendere che l’accessibilità è primariamente una questione di scelte umane e politiche, che richiedono un cambio di paradigma culturale e una volontà ferma nell’abbattere ostacoli fisici e cognitivi.
La direttiva europea, ora vincolante, impone un’azione concertata a tutti i livelli per costruire un Paese realmente inclusivo.
Un passo avanti significativo, sebbene ancora in attesa della definitiva approvazione parlamentare, è rappresentato dal Ddl Semplificazioni-bis, approvato dal Consiglio dei Ministri nel marzo 2024.

Questo provvedimento amplia il riconoscimento della sordocecità, estendendolo a tutte le persone che presentano compromissioni combinate, totali o parziali, di vista e udito, indipendentemente dalla loro età e dalla modalità di acquisizione di tali deficit.

Il disegno di legge, in linea con la Legge Delega sulla disabilità (L.

227/2021), mira a ridefinire la sordocecità e a semplificare i criteri e le modalità di accertamento, rendendoli più accessibili e comprensibili.

La nuova definizione, qualora approvata, segnerebbe una svolta decisiva: l’eliminazione dei limiti di età nel riconoscimento della sordocecità significa garantire il diritto alla salute e all’assistenza in ogni fase della vita, ma soprattutto, significa promuovere e tutelare il diritto fondamentale all’autodeterminazione, consentendo alle persone sordocieche di fare scelte consapevoli e di esercitare pienamente la propria autonomia.
Questo implica un profondo cambiamento nell’approccio assistenziale, orientato a valorizzare le potenzialità individuali e a favorire l’integrazione sociale.

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