La Variante del Pescara, un’opera di ingegneria idraulica all’avanguardia, sta ridefinendo il concetto di resilienza infrastrutturale nel cuore dell’Appennino.
Più che una semplice sostituzione di un acquedotto, il progetto rappresenta un salto qualitativo nella gestione delle risorse idriche, inaugurando il primo acquedotto antisismico d’Europa e garantendo la continuità dell’approvvigionamento idrico per le province di Ascoli Piceno e Fermo.
L’iniziativa, promossa da Ciip (Cicli integrati impianti primari), nasce come risposta diretta alle devastazioni sismiche del 2016 e 2017, che hanno messo a nudo le profonde vulnerabilità del sistema idrico montano preesistente.
Il nuovo tracciato, esteso per circa 8,7 km e prevalentemente situato nei comuni di Arquata del Tronto e Accumoli, mira a superare criticità storiche legate alla fragilità geologica e alla scarsa capacità di risposta agli eventi naturali estremi.
La scelta tecnologica si focalizza sull’impiego di una condotta in acciaio DN 900, un elemento cruciale per la robustezza e la durabilità dell’infrastruttura.
La realizzazione comprende un complesso sistema di opere, tra cui 4 km di posa in trincea, la galleria di Borgo di Arquata (297 metri), la galleria principale di Grisciano, un’imponente struttura lunga 4,2 km che sarà scavata tramite Tunnel Boring Machine (TBM), e due ponti di attraversamento del fiume Tronto, rispettivamente di 84 e 41 metri di campata.
L’ubicazione geografica dell’opera, incastonata tra i Parchi Nazionali dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga, impone un approccio progettuale particolarmente attento all’ambiente.
Le soluzioni adottate mirano a minimizzare l’impatto visivo e ambientale, coniugando le esigenze di sicurezza infrastrutturale con la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità locale.
Ciò include l’implementazione di tecniche di mitigazione acustica e la riqualificazione delle aree cantieristiche.
Il contratto di appalto, del valore di circa 34 milioni di euro, è stato assegnato a un Raggruppamento Temporaneo d’Impresa, che ha già movimentato ingenti quantità di materiali, stoccando circa 9 km di condotte e completando più del 60% delle opere di posa.
La galleria di Borgo di Arquata è stata ultimata, mentre sono in corso i lavori relativi ai due ponti sul fiume Tronto.
L’avvio delle operazioni di scavo della galleria di Grisciano tramite TBM rappresenta una pietra miliare nel progetto.
Con una durata stimata tra i 10 e i 12 mesi, l’utilizzo di questa tecnologia permetterà di rimuovere oltre 130.000 metri cubi di materiale roccioso, riducendo drasticamente i tempi di realizzazione e minimizzando l’impatto ambientale rispetto alle tecniche tradizionali.
La TBM, oltre alla sua efficienza, garantisce una maggiore sicurezza per gli operai e una migliore qualità del manufatto finale.
“Questa iniziativa è un investimento concreto nella sicurezza e nella continuità del servizio idrico nel cuore dell’Appennino, un’opera che parla di ricostruzione, infrastrutture e attenzione alle comunità,” afferma Marco Perosa, presidente Ciip.
La Variante del Pescara non è solo un acquedotto, ma un simbolo di resilienza e di speranza per un territorio segnato da eventi sismici, un modello di sviluppo sostenibile e un’eredità di innovazione tecnologica al servizio del bene comune.
La sua realizzazione testimonia l’impegno nel garantire un futuro idrico sicuro e duraturo per le comunità appenniniche.









