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Ancona, un museo si svela: nuove aree per un patrimonio inedito.

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L’Ancona del passato riemerge in una luce inedita, grazie all’apertura delle nuove aree di deposito del Museo Archeologico Nazionale delle Marche.
Un’iniziativa di portata significativa, inserita nel programma “Il patrimonio invisibile” del Ministero della Cultura e finanziata con 800.000 euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), permette al pubblico di accedere a sezioni del museo tradizionalmente celate, situati strategicamente sotto la terrazza Vanvitelliana.

Si tratta di un’operazione che va ben oltre la semplice apertura di magazzini.
Essa rappresenta una vera e propria metamorfosi del museo, trasformandolo in un centro di ricerca e divulgazione dinamico e interattivo.
Per la prima volta, i visitatori potranno intravedere una porzione, seppur significativa, delle oltre 180.000 unità che compongono il patrimonio museale, accumulato nel corso di oltre un secolo e mezzo di attività.
Questi reperti, testimonianze tangibili di una storia millenaria che abbraccia epoche e culture, non saranno esposti in maniera statica, ma contestualizzati e resi accessibili attraverso pannelli informativi e, auspicabilmente, strumenti digitali.

L’apertura dei depositi non è quindi un semplice gesto di trasparenza, ma un’opportunità per ridefinire il ruolo del museo come custode e interprete del patrimonio, aprendo dialoghi con la comunità scientifica e con il pubblico.
Un elemento cruciale di questa nuova area museale è la presenza di una sala studio dedicata alla ricerca sul patrimonio archeologico.
Questo spazio, destinato a ricercatori e specialisti, favorirà lo sviluppo di nuove conoscenze e la pubblicazione di studi originali, contribuendo a una comprensione più profonda del territorio marchigiano e delle sue connessioni con il mondo antico.
Accanto alla sala studio, un moderno laboratorio di restauro garantirà la conservazione e il recupero dei reperti, preservando la memoria del passato per le generazioni future.

L’ampliamento dell’area espositiva, con i suoi 400 metri quadrati, rappresenta un investimento nel futuro del museo, consentendo di accogliere un numero maggiore di visitatori e di offrire un’esperienza più ricca e coinvolgente.

L’inaugurazione, alla presenza del Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, segna un momento di svolta per il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, che si conferma come un polo di eccellenza nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
L’iniziativa non solo apre le porte a una parte inedita del tesoro marchigiano, ma stimola anche una riflessione più ampia sul ruolo dei musei nel XXI secolo, invitando a ripensare i modelli espositivi e relazionali per renderli sempre più accessibili, partecipativi e significativi per la collettività.

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