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Elcito: Anima Appenninica tra Storia, Spiritualità e Natura.

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Elcito, Custode di un’Anima Appenninica: Un Viaggio tra Storia, Spiritualità e BiodiversitàUn’immersione emozionante nel cuore dell’Appennino marchigiano, tra le vette del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, ha portato lo speciale “Alta quota” della Tgr Rai a raccontare Elcito, un borgo incastonato a 821 metri d’altitudine, un luogo che incarna la resilienza di una comunità e la forza di un territorio.

Più che un semplice reportage, il servizio, curato da Roberto Pacchetti e firmato da Federico Capezza, è stato un viaggio introspettivo, capace di svelare l’anima profonda di un luogo sospeso tra passato e futuro, tra tradizioni ancestrali e progetti di sostenibilità.

Elcito, soprannominato “Piccolo Tibet delle Marche”, ha rivelato la sua identità unica, un mosaico di storia, spiritualità e paesaggio naturale.

La narrazione si è focalizzata sulla storia di Roberta e Nicola, una giovane coppia che, con una visione coraggiosa e un profondo legame con il territorio, ha scelto di ridare vita al cuore pulsante del borgo, un rifugio che celebra i sapori autentici e i ritmi della natura, attraverso prodotti a chilometro zero e pratiche agricole rispettose dell’ambiente.

La ricca stratificazione storica di Elcito è stata esplorata grazie all’apporto dell’architetto Luca Maria Cristini, autore di una preziosa guida dedicata al borgo.
L’etimologia del nome, derivante dal termine arcaico “elce”, che indica il leccio, e la funzione cruciale del castello medievale, edificato per proteggere l’abbazia sottostante, hanno restituito un quadro vivido del passato, un’epoca in cui il borgo era un punto strategico di difesa e un centro di spiritualità.

La denominazione “Piccolo Tibet delle Marche” si radica in un evento significativo: la visita di un gruppo di monaci tibetani, i quali, dopo un rituale solenne, percepirono in Elcito un’aura di silenzio e spiritualità, elevandolo a “Borgo del silenzio”.
Questo riconoscimento ha contribuito a definire l’identità profonda di un luogo che, tra le sue pietre antiche, custodisce un’energia vibrante e un senso di pace interiore.

Il racconto si è poi spostato all’interno della Riserva Naturale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, un tesoro di biodiversità gestito dall’Unione Montana Potenza Esino Musone, con un focus sulla suggestiva faggeta monumentale.

La guida ambientale Luca Ciccola ha condotto le telecamere Rai alla scoperta di un imponente faggio, un gigante secolare di circa 500 anni, la cui circonferenza supera i sei metri, sottolineando con forza l’importanza di un accesso regolamentato per preservare un ecosistema fragile e prezioso, un vero polmone verde per la regione.

“Vedere Elcito e il nostro territorio raccontati con tale sensibilità dalla Rai è fonte di grande orgoglio,” ha commentato il presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, Denis Cingolani, sottolineando come il servizio sia riuscito a cogliere l’essenza profonda di una terra capace di coniugare la salvaguardia delle proprie radici con la ricerca di un futuro sostenibile e prospero.

Un territorio che parla attraverso i suoi abitanti, i suoi paesaggi e la sua storia millenaria.

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