Il Libro del Camerlengo: un affresco secentesimo di Falconara, tra nanotecnologie e memoria ritrovataUn documento prezioso, testimonianza tangibile di un’epoca passata, risorge dalle profondità del tempo grazie a un intervento di restauro all’avanguardia: il “Libro del Camerlengo” di Falconara, un registro delle finanze comunali utilizzato tra il 1555 e il 1576.
Questo volume, miracolosamente sopravvissuto alla devastante perdita dell’Archivio storico comunale del 1949, offre uno sguardo inequivocabile sulla vita economica e amministrativa della città cinque secoli fa.
Il registro, custodito con cura dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica delle Marche, rivela un sistema finanziario basato su un complesso intreccio di granaglie, moneta corrente e crediti, gestito diligentemente dal camerlengo, figura chiave nell’amministrazione locale dell’epoca.
La sua riscoperta e il successivo restauro rappresentano non solo un’operazione di conservazione del patrimonio culturale, ma anche un’occasione per riconnettere la comunità con le sue radici storiche.
Il restauro si è rivelato un’impresa eccezionale, che ha visto l’applicazione di tecnologie innovative, in particolare l’impiego di nanotecnologie.
Questa scelta, resa possibile dalla collaborazione con il dipartimento di scienze e tecnologie chimiche dell’Università di Roma Tor Vergata, ha permesso di intervenire su materiali delicati e alterati dal tempo con una precisione e un’efficacia senza precedenti.
Il nanocollagene, utilizzato per consolidare e recuperare la copertina in cuoio gravemente compromessa, è un esempio lampante di questa avanzata tecnica, garantendo un intervento risolutivo e reversibile.
La complessità del progetto ha richiesto un’approfondita analisi diagnostica preventiva, volta a comprendere appieno lo stato di conservazione del volume e a definire le strategie di intervento più appropriate.
Parallelamente, è stata realizzata una digitalizzazione avanzata, impiegando scanner planetari, che consente la consultazione del documento originale in formato digitale, preservandone l’integrità e permettendo un accesso diffuso a studiosi e cittadini.
L’intervento, finanziato dalla Direzione generale archivi per la sua particolare valenza territoriale, sottolinea l’importanza strategica del “Libro del Camerlengo” come testimonianza unica del passato, un anello fondamentale per la ricostruzione della storia economica di Falconara.
La presentazione pubblica, avvenuta al Centro Pergoli, ha culminato con la scoperta della teca climatizzata, progettata per garantire la conservazione ottimale del volume, che sarà ora esposto e accessibile nella Biblioteca comunale.
“Dopo la distruzione dell’archivio comunale, questo libro rappresenta il documento più significativo rimasto,” ha commentato il soprintendente Benedetto Luigi Compagnoni, sottolineando come, al di là della sua funzione di registro di entrate e uscite, il “Libro del Camerlengo” si configuri come una fonte imprescindibile per comprendere l’evoluzione socio-economica della città nel XVI secolo.
L’opera restituisce alla collettività un tassello prezioso della memoria storica, aprendo nuove prospettive di ricerca e contribuendo a rafforzare l’identità culturale di Falconara.








