Conerobus, l’azienda di trasporto pubblico locale con sede ad Ancona, ha presentato alle rappresentanze sindacali un piano di risanamento strutturale volto a contrastare una situazione finanziaria critica e a tracciare un percorso sostenibile verso la redditività, con un orizzonte temporale fissato al 2026.
La proposta, tuttavia, non ha ancora ottenuto l’approvazione delle organizzazioni sindacali, come comunicato ufficialmente dall’azienda.
Il piano di risanamento si articola in una serie di interventi mirati, focalizzati primariamente sulla gestione del capitale umano e sulla riorganizzazione dei costi operativi.
Tra le misure proposte figura un blocco del turnover del personale, una scelta strategica volta a contenere la spesa per nuove assunzioni e a razionalizzare le risorse disponibili.
Per il personale amministrativo, Conerobus intende implementare un accordo di solidarietà bilaterale, un dispositivo legale che consente di evitare il ricorso alla cassa integrazione attraverso una temporanea riduzione dell’orario di lavoro.
Questa riduzione sarebbe parzialmente compensata dal Fondo nazionale per gli autoferrotranvieri, garantendo ai dipendenti una quota della retribuzione.
L’azienda stima che questo accordo possa generare un significativo risparmio, pari a circa il 50% del costo annuo del personale amministrativo.
La durata iniziale dell’accordo è fissata a dodici mesi, con la possibilità di una proroga fino a un massimo di tre anni, a seconda dell’evoluzione del contesto economico e finanziario.
Il presidente dirottamento delle risorse e l’ottimizzazione delle operazioni non si limitano alla gestione del personale.
Come sottolineato dal presidente Italo D’Angelo, il consiglio di amministrazione sta valutando attentamente tutte le leve di intervento disponibili, concentrandosi sulla riduzione dei costi legati al lavoro, ai consumi e alle risorse energetiche.
Tuttavia, D’Angelo ha evidenziato che la chiave per un risanamento completo e duraturo risiede nell’intervento di soggetti esterni all’azienda, ovvero i soci e gli enti territoriali.
Questi ultimi possono agire direttamente sui ricavi, ad esempio attraverso una revisione dei corrispettivi e delle tariffe, assicurando al contempo che tali modifiche siano attentamente ponderate per non penalizzare l’utenza.
Inoltre, i soci e gli enti territoriali sono chiamati a fornire un sostegno finanziario diretto, con l’obiettivo di rafforzare la struttura patrimoniale di Conerobus e garantirne la continuità operativa nel lungo periodo.
L’implementazione di queste misure rappresenta un passaggio cruciale per il futuro di Conerobus e per la salvaguardia del servizio di trasporto pubblico locale nel territorio regionale, richiedendo un approccio collaborativo e un impegno condiviso da parte di tutti gli stakeholder coinvolti.








