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Marche: Imprese tra Cautela, ZES e Opportunità per il 2026

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Le Imprese Marchigiane Navigano in un Orizzonte di Cautela e Opportunità: Un’Analisi Approfondita del Primo Semestre 2026Un’indagine condotta da Confindustria Marche, estesa a un campione di 711 imprenditori tra il 10 e il 18 dicembre, dipinge un quadro complesso ma potenzialmente incoraggiante per il tessuto economico regionale nel primo semestre del 2026.
L’attenzione è focalizzata sull’impatto delle misure previste dalla Zona Economica Speciale (ZES) e del credito d’imposta per gli investimenti, strumenti considerati cruciali per stimolare la ripresa e la competitività.
L’entusiasmo per la ZES è palpabile, con il 32,5% degli imprenditori marchigiani che manifesta l’intenzione di sfruttarne i benefici, con picchi significativi nelle province di Ascoli Piceno (47,9%) e Fermo (38,7%).

Questa risposta positiva suggerisce una percezione diffusa del potenziale della ZES come catalizzatore per nuovi investimenti e creazione di valore.

Parallelamente, il 20,7% degli intervistati punta sul credito d’imposta per gli investimenti, mentre una minoranza (7%) vede un vantaggio nell’adozione dell’autorizzazione unica tramite sportello digitale, con una sovrapposizione di interessi nel 4,8% dei casi.

Il dato relativo alle aziende che intendono avvalersi del credito d’imposta (31,2%) evidenzia un’attesa di incentivi per progetti di modernizzazione e crescita.
Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, sottolinea come l’indagine riveli una tendenza positiva nel medio termine, con un aumento progressivo delle aspettative produttive positive e una diminuzione delle previsioni di flessione negli ultimi cinque semestri.

Tuttavia, l’analisi non elude le problematiche esistenti, in particolare la crisi profonda che affligge il settore moda, un pilastro fondamentale dell’economia regionale.

La dimensione aziendale emerge come un elemento chiave nella valutazione delle prospettive di ripresa, con le imprese più grandi che mostrano un maggiore ottimismo e le piccole realtà, spesso caratterizzate da una maggiore fragilità strutturale, che faticano a prospettare un futuro positivo.
Il report di Confindustria Marche indica che il 19,4% degli imprenditori prevede un miglioramento dell’attività produttiva rispetto al primo semestre 2025, mentre il 25,3% si attende una contrazione.

Il saldo tra queste due polarità, quindi, si attesta a un negativo del -5,9%, un dato di lieve miglioramento rispetto al -9,6% registrato nella rilevazione precedente.

L’aumento previsto degli investimenti nel 2026, stimato al 21%, riflette una rinnovata fiducia nella capacità di crescita del sistema economico regionale.

Particolarmente incoraggiante è il miglioramento delle aspettative relative al mercato estero, a differenza di un mercato interno che presenta ancora debolezze strutturali.

L’indagine evidenzia inoltre una marcata disparità settoriale: il settore moda e alcuni comparti della meccanica si trovano ad affrontare le sfide più ardue, mentre alimentare, chimica e farmaceutica, apparecchiature elettriche e cantieristica mostrano una maggiore resilienza e prospettive di crescita.
Cardinali conclude sottolineando l’importanza di massimizzare il valore della ZES ed estendere i benefici del credito d’imposta a un bacino più ampio di imprese, al fine di consolidare la ripresa economica e promuovere un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile.

La sfida per il futuro sarà quella di convertire queste aspettative positive in risultati concreti, affrontando con determinazione le debolezze strutturali e sfruttando al meglio le opportunità offerte dal contesto economico globale in evoluzione.

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