La Biobanca delle Marche si configura come un pilastro fondamentale per l’innovazione e l’eccellenza del sistema sanitario regionale, un’infrastruttura strategica che trascende la semplice conservazione di campioni biologici per proiettarsi verso un futuro di medicina personalizzata e di cura avanzata per le malattie rare.
Come sottolineato dall’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, in occasione del convegno “Le officine per la medicina di precisione”, l’iniziativa rappresenta un vero e proprio punto di riferimento a livello nazionale, frutto di una sinergia virtuosa tra l’Università Politecnica delle Marche e l’impegno della Regione.
Il valore della Biobanca non risiede solo nella sua capacità di raccogliere, processare e conservare materiali biologici, ma soprattutto nel suo ruolo di catalizzatore per la ricerca biomedica.
I campioni biologici, associati a dati clinici e genetici, costituiscono una risorsa preziosa per gli studi epidemiologici, la scoperta di biomarcatori diagnostici e terapeutici, e lo sviluppo di nuove terapie mirate.
Questo approccio, incarnato dal Centro nazionale precision care per le malattie rare Heal Italia, pone le basi per una medicina più efficace, preventiva e personalizzata, in grado di rispondere alle specifiche esigenze di ogni paziente.
L’assessore Calcinaro ha evidenziato come la Biobanca sia un esempio tangibile di come la ricerca universitaria, supportata dall’azione regionale, possa generare benefici concreti per la collettività.
La collaborazione tra istituzioni accademiche e strutture sanitarie promuove un ecosistema dell’innovazione in grado di attrarre talenti, generare nuove opportunità di sviluppo e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
La regione Marche, con questo investimento strategico, si posiziona come leader nella ricerca e nell’applicazione della medicina di precisione, contribuendo a colmare un vuoto significativo nel panorama nazionale.
Nonostante l’orgoglio per i risultati raggiunti, l’assessore ha riconosciuto le sfide complesse che attendono il sistema sanitario.
La gestione delle risorse, la definizione di priorità e la coordinazione delle politiche a livello regionale e nazionale richiedono un approccio integrato e collaborativo.
L’attenzione alla sanità territoriale, con il potenziamento delle case di comunità e degli ospedali di comunità, assume un ruolo cruciale nella riduzione delle liste d’attesa e nella decongestione del sistema di emergenza-urgenza.
Questo percorso, sebbene impegnativo, rappresenta un’opportunità unica per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità e migliorare l’esperienza dei pazienti.
Il futuro della sanità marchigiana, come delineato dall’assessore, si proietta verso un modello di cura più efficiente, personalizzato e accessibile a tutti.







