La Fondazione Città di Senigallia, ente cruciale per l’assistenza sociale nel territorio senigalliese, si trova ad affrontare un cambio di gestione con le dimissioni del suo commissario straordinario, Corrado Canafoglia.
L’esponente di Fratelli d’Italia, in carica dal febbraio 2022, lascia l’incarico in un momento di acceso dibattito politico e istituzionale, che riflette una più ampia riflessione sulla compatibilità tra ruoli politici e responsabilità di governance di enti del terzo settore.
Le dimissioni, lungamente attese secondo le critiche provenienti dal Partito Democratico, incarnano un punto di rottura legato alla presunta inopportunità di cumulare un incarico politico regionale con la guida di una fondazione.
Maurizio Mangialardi, ex sindaco di Senigallia e attuale consigliere regionale PD, aveva ripetutamente sollecitato Canafoglia a rinunciare all’incarico, definendo il protrarsi della situazione come un’anomalia istituzionale che avrebbero dovuto essere corrette tempestivamente, immediatamente dopo l’elezione.
L’astensione volontaria, dunque, avrebbe evitato un percorso segnato da resistenze e una difesa di una posizione giudicata insostenibile.
La vicenda, tuttavia, si configura come un esempio lampante di come la politica, spesso caratterizzata da contrasti e contrapposizioni, possa inficiare la percezione di trasparenza e correttezza nell’amministrazione pubblica.
Il caso della Fondazione Città di Senigallia, in particolare, si presta ad analizzare le dinamiche di responsabilità, di governance e di accountability che dovrebbero sempre guidare l’operato di chi ricopre incarichi di rilevanza sociale.
La replica di Carlo Ciccioli, europarlamentare di Fratelli d’Italia, offre una prospettiva diametralmente opposta, focalizzandosi sull’operato di Canafoglia e accusando l’amministrazione precedente, legata all’era Mangialardi, di aver condotto la fondazione verso un baratro finanziario.
Secondo Ciccioli, l’azione di Canafoglia non è stata solo un atto di gestione, ma un intervento salvifico che ha evitato il collasso di un’istituzione sociale fondamentale.
L’europarlamentare evidenzia come, con serietà e competenza, Canafoglia abbia risanato i conti, ripristinato l’equilibrio finanziario e restituito dignità a un ente che versava in condizioni di profonda crisi.
Questo contro-dibattito pone in luce una questione cruciale: come valutare l’operato di un amministratore pubblico? Basandosi esclusivamente su considerazioni formali e istituzionali, o tenendo conto anche dei risultati concreti ottenuti? Il caso della Fondazione Città di Senigallia offre una complessiva opportunità di riflessione sul ruolo della politica, della gestione finanziaria e dell’impatto sociale nell’ambito delle istituzioni locali, e sulla necessità di un’analisi critica che superi le divisioni ideologiche e si concentri sul bene comune.








