Il Consiglio regionale delle Marche ha respinto, con una maggioranza significativa, tre proposte di mozione volte al riconoscimento dello Stato palestinese.
L’iniziativa, presentata da consiglieri appartenenti a diverse forze di opposizione – Maurizio Mangialardi (Partito Democratico), Andrea Nobili (Alleanza Verde e Sinistra) e Marta Ruggeri (Movimento 5 Stelle) – ha generato un acceso dibattito nell’Aula legislativa, culminato in un voto che ha sancito la prevalenza di una posizione contraria al riconoscimento con 16 voti contrari, 9 favorevoli e assenza di astenuti.
La decisione ha suscitato la ferma critica da parte dei proponenti, i quali hanno espresso profondo disappunto per un atto percepito come un’umiliazione nei confronti di un popolo palestinese da decenni sottoposto a occupazione militare e gravato da sofferenze inaccettabili.
La retorica dei consiglieri di opposizione ha sottolineato una presunta rottura con la tradizionale sensibilità regionale, storicamente impegnata a favore della pace, dell’autodeterminazione e della liberazione dei popoli oppressi.
L’atto è stato interpretato come una deviazione da un impegno storico volto a promuovere la giustizia e la dignità umana nel contesto del conflitto israelo-palestinese.
La replica della maggioranza, articolata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea Putzu, ha invece enfatizzato la necessità di privilegiare una strategia improntata alla sicurezza e alla stabilità regionale.
La posizione esposta ha rimarcato l’aderenza ad una risoluzione parlamentare approvata il 2 ottobre 2025, con l’obiettivo di supportare il diritto di Israele alla propria sicurezza, condannando con fermezza le violenze perpetrate da Hamas e, contestualmente, promuovendo una soluzione politica duratura fondata sulla formula dei due Stati e sul potenziamento dell’Autorità nazionale palestinese.
Questa visione, sostenuta dal governo Meloni, si pone come alternativa alla presunta “piattaforma ideologica” delle piazze, proponendo un approccio pragmatico volto a favorire una prospettiva politica stabile e a garantire la sicurezza di tutte le parti coinvolte.
L’argomentazione ha mirato a sottolineare come il riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese, in assenza di un accordo negoziato, possa compromettere gli sforzi diplomatici e ostacolare la realizzazione di una pace duratura.
La posizione della maggioranza ha inoltre cercato di inquadrare la decisione all’interno di una visione più ampia di politica estera, che equilibra la condanna delle violenze con il sostegno alla sicurezza nazionale di Israele e la promozione di un dialogo costruttivo per la risoluzione del conflitto.







