venerdì 29 Agosto 2025
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Putzu: Silenzi e Sospetti Infamano le Marche.

La vicenda riguardante il consigliere regionale Putzu solleva questioni di cruciale importanza per la credibilità delle istituzioni marchigiane, e l’assenza di un confronto aperto in Consiglio regionale appare un’inaccettabile deviazione dai principi fondamentali di trasparenza e responsabilità democratica.
La promessa, assunta pubblicamente dal Presidente del Consiglio regionale Dino Latini, di convocare una seduta dedicata a questa complessa situazione, non è stata mantenuta, generando un clima di sospetto e alimentando legittimi interrogativi.
Questo atteggiamento, che si protrae da settimane, configura un vero e proprio tentativo di eludere un dibattito necessario.
La preclusione, già manifestata durante l’ultima seduta del 5 agosto, impedendo la discussione di un ordine del giorno volto a divulgare gli sviluppi della questione, evidenzia una volontà di occultare informazioni di interesse pubblico.

Il consigliere Putzu è al centro di accuse, mosse dal suo stesso partito, che lo vedrebbero impropriamente eletto nel 2020 a seguito di una condanna definitiva per falso ideologico.
La promessa di Latini, condivisa con la Conferenza dei Capigruppo, prevedeva l’avvio di un’istruttoria congiungendosi a una seduta straordinaria del Consiglio.
La mancata esecuzione di tale impegno, in palese contrasto con i dettami della trasparenza e con i più elementari principi di correttezza istituzionale, è inaccettabile.

Si pone, quindi, una legittima domanda: quale ragione possa giustificare questa reticenza nell’affrontare pubblicamente la questione, soprattutto se, come sostenuto dalla maggioranza, l’elezione di Putzu fosse avvenuta in modo regolare?La recente decisione di un tribunale, che ha riabilitato Putzu rimuovendo gli ostacoli alla sua ricandidatura, non estingue la necessità di chiarire se la sua partecipazione alla tornata elettorale del 2020 fosse legittima.

È imperativo separare la questione della riabilitazione personale da quella della validità dell’elezione stessa.

Le implicazioni di una potenziale elezione illegittima vanno al di là delle responsabilità individuali.

È fondamentale accertare se tale irregolarità possa aver compromesso la legittimità delle decisioni e delle proposte di legge formulate dalla II Commissione consiliare Sviluppo Economico, organismo presieduto da Putzu.

Le proposte di legge varate da questa commissione, che hanno comportato un ingente impiego di risorse pubbliche negli ultimi cinque anni, necessitano di un esame approfondito per verificare che siano state formulate e approvate nel rispetto della legalità e nel quadro di una legittima attività amministrativa.
La fiducia dei cittadini verso le istituzioni è fragile e si basa sulla percezione di un’amministrazione equa, trasparente e responsabile.

La vicenda Putzu rappresenta una seria minaccia a questa fiducia e richiede un’azione tempestiva e coraggiosa da parte del Consiglio regionale, che non può continuare a eludere il proprio dovere di rendere conto ai cittadini.

La riaffermazione dei principi democratici e la tutela dell’interesse pubblico impongono un dibattito aperto e onesto, senza preclusioni né silenzi ingiustificati.

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