La recente polemica sollevata dal consigliere Mastrovincenzo, incentrata sulle strategie regionali per la gestione dei rifiuti, si rivela un’occasione per un’analisi più approfondita delle sfide che la Regione Marche si trova ad affrontare.
L’assessore regionale Tiziano Consoli risponde puntualmente alle accuse, contestando una ricostruzione dei fatti che egli percepisce come deliberatamente distorta, volta a difendere scelte amministrative passate che, a suo dire, non hanno saputo affrontare le criticità strutturali del sistema.
L’epicentro del confronto ruota attorno alla chiusura della discarica di Maiolati Spontini, promessa elettorale del consigliere Mastrovincenzo.
Consoli nega che la decisione sia stata presa per negligenza o mancanza di memoria, ma la descrive come una scelta pragmatica, volta a evitare un progetto di riprofilatura che avrebbe comportato l’accoglimento di ingenti quantità di rifiuti speciali, generando forti tensioni tra i comuni limitrofi e innescando potenziali ricorsi legali.
La confusione, secondo l’assessore, risiede nella sovrapposizione impropria tra la gestione dei rifiuti speciali e quella dei rifiuti solidi urbani, due filiere con dinamiche e normative distinte.
La discussione si inserisce in un contesto più ampio: l’imperativo europeo di ridurre drasticamente il conferimento in discarica entro il 2035, fissando una soglia inferiore al 10%.
Questo obiettivo ambizioso impone alla Regione Marche una revisione radicale delle proprie politiche di gestione dei rifiuti, con particolare attenzione all’incremento delle volumetrie dedicate ai rifiuti solidi urbani per evitare sanzioni e garantire l’autosufficienza regionale.
Sul tema della termovalorizzazione, Consoli sottolinea l’assenza di imposizioni arbitrarie, evidenziando l’importanza di un percorso pianificato e soggetto a rigorose valutazioni ambientali strategiche.
La scelta dei siti di implementazione sarà guidata da criteri di vocazionalità, privilegiando aree industriali già esistenti o dismesse, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto abitativo e ottimizzare l’efficienza energetica.
L’approccio mira a integrare la termovalorizzazione come componente di un sistema più ampio e sostenibile, complementare ad altre soluzioni di trattamento dei rifiuti.
L’assessore non manca di rimarcare l’eredità complessa lasciata dalle amministrazioni precedenti, caratterizzata da problematiche irrisolte e modelli gestionali che hanno contribuito all’aumento dei costi.
L’impegno attuale, secondo Consoli, è quello di costruire un sistema regionale moderno, sostenibile e autosufficiente, in grado di ridurre significativamente gli oneri gravanti sui cittadini attraverso una gestione ottimizzata della Tari, promuovendo al contempo l’innovazione tecnologica e la transizione verso un’economia circolare.
Il futuro, dunque, si prospetta come una sfida articolata che richiede un cambio di paradigma e una visione strategica a lungo termine.







