domenica 31 Agosto 2025
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Rinnovare il turismo nelle Marche: una nuova strategia

La visione strategica per il turismo nelle Marche, negli ultimi cinque anni, si è rivelata carente, incarnata nell’istituzione di un’Agenzia Regionale per il Turismo (Atim) che si è dimostrata un freno più che un motore di sviluppo.
Questa valutazione, esplicita nel rappresentante dem Maurizio Mangialardi, candidato alle prossime elezioni regionali, apre a una proposta di rinnovamento radicale, strutturata in un piano operativo volto a sbloccare il potenziale inespresso del settore.

Lungi dall’essere una mera lista di interventi, il progetto mira a un ripensamento profondo del modello turistico marchigiano, focalizzandosi su pilastri fondamentali.
La riqualificazione del tessuto ricettivo non è solo un intervento di ristrutturazione, ma una vera e propria rigenerazione, in grado di attrarre un turismo di qualità, sensibile alla sostenibilità e alla valorizzazione del patrimonio locale.
L’identità marchigiana, troppo spesso offuscata da slogan generici, deve emergere attraverso offerte tematiche mirate, capaci di raccontare storie autentiche e di creare esperienze immersive.

La promozione turistica, finora frammentata e dispersiva, necessita di una regia unitaria, affidata a professionisti qualificati, con una strategia di marketing precisa e innovativa.
La diversificazione dell’offerta è cruciale: non solo mare, ma borghi medievali, un patrimonio culturale diffuso, un turismo lento e sostenibile, percorsi enogastronomici e naturalistici.

Una questione spinosa, le concessioni balneari, richiede una soluzione definitiva, che garantisca certezza giuridica agli operatori e preservi l’accesso pubblico alla spiaggia, con una quota di arenile libero adeguata e ben definita.
Il sostegno a eventi locali radicati nel territorio è un investimento nel tessuto sociale ed economico, mentre un sistema informativo unificato, accessibile attraverso un portale web moderno, un’applicazione mobile e sportelli turistici efficienti, semplifica l’esperienza del visitatore e promuove la conoscenza del territorio.

La critica più incisiva di Mangialardi si rivolge all’approccio strategico precedente, accusato di scelte contraddittorie e investimenti improduttivi.

L’esempio del testimonial Roberto Mancini, pur nobile nell’intento di attrarre il turismo arabo, è emblematico di una visione miope, che non tiene conto delle infrastrutture e dei servizi necessari per accogliere una clientela esigente.
L’associazione tra un investimento di tale portata e l’ostacolo alla realizzazione di una struttura ricettiva di lusso, come quella prevista a Senigallia, evidenzia una profonda mancanza di coordinamento e una visione distorta delle priorità.

La chiusura dell’Atim, annunciata come passo necessario per avviare una nuova era, è il preludio a una strategia focalizzata sul mercato nord-europeo, un bacino di utenza sempre più interessato a un turismo esperienziale e di qualità.
La rigenerazione dell’offerta ricettiva, con un’attenzione particolare all’innovazione e alla sostenibilità, è il fulcro di un progetto ambizioso, volto a restituire alle Marche la competitività che merita.
Il brand turistico marchigiano necessita di una nuova identità, un messaggio chiaro e distintivo, capace di evocare l’autenticità e la bellezza di un territorio ricco di storia e di tradizioni.

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