La prestigiosa “Bataille des Reines” regionale ha sancito, con solennità e rinnovato entusiasmo, i vertici dell’allevamento bovino valdostano.
L’edizione 2024, culminata ieri all’arena Croix-Noire di Aosta, ha visto protagonisti 139 capi di razza autoctona, suddivisi in tre categorie, che si sono sfidati in un rituale secolare di forza, agilità e tradizione.
Suisse, della ditta Frassy-Letey di Arvier, ha consolidato il suo regno nella prima categoria, aggiungendo un secondo titolo consecutivo al suo palmares.
La sua vittoria, ottenuta a spese di Marmotta, allevata da Gimmy Dujany di Chatillon, testimonia un’eccezionale preparazione e un’eredità di eccellenza nell’arte dell’allevamento.
La performance di Suisse non è solo una celebrazione della sua individualità, ma riflette l’impegno e la competenza di un’intera famiglia di allevatori.
Berlin, di Simon e Julien Charbonnier di Aosta, si è distinta nella categoria di secondo livello, superando Furie, di Massimiliano Garin di Cogne.
Il trionfo di Berlin sottolinea l’importanza di una gestione attenta e innovativa, capace di valorizzare le qualità intrinseche dell’animale e di rispondere alle sfide poste dal mercato.
Farchetta, di Renzo Rosset di Nus, ha confermato, per il quarto anno consecutivo, la sua supremazia nella terza categoria, lasciando alle spalle Tormenta, allevata dai Frères Quendoz di Jovençan. La costanza e la dedizione di Renzo Rosset, che hanno portato Farchetta a primeggiare per ben quattro edizioni, rappresentano un esempio di resilienza e passione per il proprio mestiere.
Nonostante la spettacolarità dell’evento e la partecipazione di un pubblico appassionato, l’edizione 2024 è stata inevitabilmente influenzata da fattori esterni.
L’assenza del tradizionale Combat Mont Blanc e del confronto interregionale Valle d’Aosta-Piemonte ha destato un certo rammarico tra gli addetti ai lavori.
Queste assenze sono state direttamente correlate all’emergenza sanitaria legata alla dermatite nodulare contagiosa, che ha colpito le regioni francesi di confine e ha imposto l’attuazione di una rigorosa campagna vaccinale, con conseguenti restrizioni agli spostamenti del bestiame e alla possibilità di organizzare eventi di portata nazionale.
La situazione ha imposto una riflessione sulla fragilità del settore e sulla necessità di rafforzare i protocolli di prevenzione e controllo delle malattie, al fine di garantire la sicurezza sanitaria del bestiame e la continuità delle tradizioni che caratterizzano il mondo dell’allevamento valdostano.
L’esperienza ha evidenziato, inoltre, la cruciale importanza della collaborazione transfrontaliera per affrontare le sfide globali che impattano sulla produzione agroalimentare.







