La presunta “valorizzazione” territoriale, spesso celata dietro proclami retorici e strumentali, non può giustificare la compromissione irreparabile di ecosistemi ancora intatti e vitali.
Le azioni della giunta regionale, a giudizio del Comitato ‘Insieme per Cime Bianche’, appaiono intrinsecamente contraddittorie, perpetuando un modello di sviluppo che privilegia interessi di parte a discapito della salvaguardia ambientale e di un utilizzo responsabile delle risorse pubbliche.
Le recenti dichiarazioni del Presidente Testolin, che annunciano investimenti di considerevole entità per la realizzazione di impianti a fune e un nuovo collegamento funiviario nelle Cime Bianche – un’area di straordinaria importanza naturalistica compresa tra il Cervino e il Monte Rosa – confermano questa preoccupante continuità di intenti.
Questa visione, improntata a una logica di sfruttamento, ignora la complessità e la fragilità di un ambiente alpino di alta quota, patrimonio inestimabile per le generazioni presenti e future.
Il Comitato ‘Insieme per Cime Bianche’ ribadisce con fermezza la propria opposizione a questo progetto, ritenendolo un’aberrazione in termini di sostenibilità e un tradimento dei principi fondamentali di tutela ambientale.
La presunta “valorizzazione” promessa non compensa in alcun modo i danni che ne deriveranno, tra cui la frammentazione degli habitat naturali, l’alterazione dei paesaggi alpini, l’aumento del rischio idrogeologico e la perdita di biodiversità.
La resistenza del Comitato non è un atto di ostinazione ideologica, ma una risposta necessaria per difendere un diritto imprescindibile: quello di vivere in un ambiente sano e protetto.
Si tratta di un impegno che si tradurrà in azioni concrete e legali, sia a livello nazionale, con il ricorso a tutti gli strumenti a disposizione per contestare le decisioni della giunta regionale, sia a livello europeo, sollecitando l’intervento delle istituzioni comunitarie per garantire il rispetto delle normative ambientali.
L’azione del Comitato si fonda sulla convinzione che lo sviluppo sostenibile non possa essere confuso con la speculazione edilizia e turistica.
È imperativo promuovere un turismo responsabile, capace di generare benefici economici senza compromettere l’integrità dell’ambiente montano.
Il futuro delle Cime Bianche, e più in generale di tutto il territorio alpino, dipende dalla capacità di scegliere un modello di sviluppo che metta al centro la tutela della natura e il benessere delle comunità locali.
Non si può cedere alla tentazione di soluzioni rapide e superficiali che, a lungo termine, si rivelano disastrose.







