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Risoluzione Regionale: Più Tutela Contro la Violenza di Genere

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Il Consiglio Regionale ha recentemente approvato, con un ampio consenso (25 voti favorevoli e 8 astensioni), una risoluzione volta a sollecitare il Governo regionale ad agire proattivamente in Parlamento.
L’obiettivo primario è favorire l’adozione di una legge che rinforzi la protezione della libertà e dell’integrità sessuale, allineandosi pienamente con i principi sanciti dalla Convenzione di Istanbul del 2011.

Questa iniziativa, promossa dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e frutto di un costruttivo confronto con l’Assessore alle politiche sociali, mira a un cambiamento sostanziale nel quadro giuridico esistente.

L’approvazione giunge in concomitanza con la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, sottolineando la necessità, come evidenziato dalla consigliera Chiara Minelli, di tradurre la riflessione simbolica in azioni concrete e di impatto reale.

Parallelamente, la Camera dei Deputati ha raggiunto un traguardo significativo con l’approvazione unanime del disegno di legge che introduce il reato di femminicidio come categoria giuridica autonoma, un passo avanti cruciale nel riconoscimento della gravità di tali crimini.

Un’altra importante evoluzione legislativa è rappresentata dalla modifica dell’articolo 609-bis del Codice Penale, che inserisce in modo esplicito il consenso libero e attuale come elemento costitutivo essenziale del reato di violenza sessuale.

Questo intervento, anch’esso approvato con unanimità, è ora in attesa di essere esaminato dal Senato, dove il processo legislativo ha temporaneamente subito una sospensione per consentire ulteriori approfondimenti.
La necessità di un’approvazione rapida e bipartisan è urgente e richiede l’intervento attivo del Presidente del Consiglio per accelerare il trasferimento della risoluzione ai Parlamentari valdostani.

L’Assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, ha chiarito che la proposta di legge nazionale modifica radicalmente l’articolo del codice penale, definendo con chiarezza che qualsiasi atto sessuale privo del consenso esplicito e attuale della persona coinvolta costituisce violenza sessuale.

Questa definizione introduce un cambio di paradigma, spostando l’attenzione dalla necessità di provare violenza fisica o minaccia alla centralità del consenso come elemento imprescindibile.
La riforma, fedele all’impianto della Convenzione di Istanbul, non solo rafforza la tutela della vittima, ma introduce anche la considerazione della “particolare vulnerabilità” come fattore che può invalidare il consenso stesso.
In questo modo, si riconosce come determinate circostanze possano compromettere la capacità di una persona di esprimere un consenso libero e informato.
Il documento della Camera sottolinea che il nuovo quadro legislativo è coerente con la giurisprudenza europea e italiana, che già riconosce la centralità del consenso e la sua natura revocabile in qualsiasi momento.
Questo approccio innovativo si allinea con le più recenti interpretazioni del diritto internazionale e nazionale, garantendo una protezione più efficace e completa delle vittime di violenza sessuale e promuovendo una cultura del rispetto e della responsabilità.
L’urgenza risiede nel superare lo stallo senatorio, assicurando che l’iniziativa giunga a compimento nel più breve tempo possibile, rafforzando così la rete di protezione e di supporto per le persone vulnerabili.

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