Con profonda riflessione e un animo rivolto al bene superiore dell’Olimpia Milano, sento il dovere di comunicare, attraverso questa missiva, le ragioni che mi conducono a rinunciare al ruolo di capo allenatore.
L’ho fatto scegliendo la via della comunicazione diretta, piuttosto che l’enfasi di una conferenza o l’immediatezza di interviste, per la chiarezza e la serietà che ritengo debbano accompagnare una decisione di questa portata.
Desidero innanzitutto esprimere la mia più sincera gratitudine a tutti coloro che hanno condiviso con me questo percorso.
Dagli elementi dello staff medico, fisioterapisti e preparatori, fino a ogni membro dello staff tecnico, ho avuto il privilegio di lavorare con professionisti di altissimo livello, uniti da una passione comune e da un profondo rispetto reciproco.
Questo spirito di squadra, questa commistione di competenze e umanità, ha rappresentato un vero arricchimento personale e professionale.
Tuttavia, l’analisi lucida e responsabile che ho condotto mi ha portato a una conclusione amara: la mia presenza, a prescindere dalle mie intenzioni e dagli sforzi profusi, è diventata un elemento di frizione, un catalizzatore di dinamiche divisive che rischiano di compromettere il cammino della squadra e dell’intero club.
La mia figura, in maniera involontaria ma inequivocabile, si è trasformata in un punto focale per un continuo processo di valutazione, a volte distruttivo, che ha distolto energie preziose dall’obiettivo primario: la performance sportiva.
Non si tratta di un problema di risultati, né di un fallimento personale.
Si tratta di una dinamica più profonda, legata alla percezione e all’interpretazione del mio operato.
Ogni decisione, ogni scelta tattica, ogni gestione delle risorse umane, si è trasformata in un’occasione per un giudizio, spesso polarizzato, che ha generato un clima di tensione inaccettabile.
Questa consapevolezza mi ha portato a una scelta dolorosa ma necessaria: rimuovere la causa di questa dinamica negativa, anche a costo di rinunciare a un ruolo che ho sempre ricoperto con passione e dedizione.
Credo fermamente che l’Olimpia Milano meriti un ambiente sereno e coeso, dove ogni membro possa esprimere al meglio il proprio talento senza il peso di giudizi e strumentalizzazioni.
La mia rinuncia non segna una rottura con il club, anzi.
Resto profondamente legato all’Olimpia Milano e desidero continuare a contribuire al suo sviluppo, seppur in un ruolo diverso.
Sono a disposizione del Presidente Armani e del Presidente Dell’Orco per supportare la squadra e lo staff tecnico con la mia esperienza e le mie competenze, concentrandomi su attività strategiche e di supporto che non implichino la gestione diretta della squadra.
Sono fiducioso che il Vice Allenatore Peppe Piazza e il suo staff sapranno affrontare le sfide che li attendono con l’impegno e la professionalità che li contraddistinguono.
La squadra ha dimostrato di possedere un potenziale straordinario, nonostante le difficoltà incontrate.
Con l’ausilio di un ambiente di lavoro sereno e collaborativo, sono certo che saprà raggiungere traguardi importanti.
Il mio augurio più sincero è che l’Olimpia Milano possa ritrovare la sua identità, la sua unità e la sua passione, e che possa tornare a brillare sui campi di gioco.
Io continuerò a tifare con il cuore, consapevole di aver fatto la scelta più giusta per il bene del club.





