L’interpretazione dei contatti in campo, in particolare nelle situazioni di contrasto e trattenuta, rappresenta una sfida continua per gli arbitri e per il sistema VAR.
L’episodio contestato durante Juventus-Roma, tra Bremer e Pellegrini, ha offerto un’occasione per approfondire i criteri di valutazione che guidano le decisioni arbitrali.
Come evidenziato da Andrea De Marco, responsabile dei rapporti istituzionali Can A e B, la punibilità di un “step on foot” (calpestio) non dipende semplicemente dalla presenza di un contatto, ma dalla sua nettezza e intensità.
In questo specifico caso, il contatto è stato giudicato marginale, escludendo la necessità di sanzionare l’azione con un fallo, confermando quindi la correttezza della decisione presa dall’arbitro Sozza.
La complessità dell’analisi si è poi manifestata nell’episodio di potenziale trattenuta in area di rigore tra Terracciano e Noslin, durante Lazio-Cremonese.
Pur riconoscendo l’esistenza di una trattenuta, l’analisi ha determinato che la sua gravità fosse insufficiente per giustificare l’assegnazione di un fallo.
L’attenzione si è poi focalizzata su un aspetto cruciale: l’eventuale contatto del braccio del giocatore della Cremonese con la palla.
Un tocco del braccio, in quel contesto, avrebbe potuto inequivocabilmente giustificare la concessione di un calcio di rigore.
La mancanza di tale contatto ha, conseguentemente, escluso la punibilità dell’azione.
Questi esempi illustrano come la decisione arbitrale non si basi su una valutazione automatica, ma su un’analisi dettagliata e contestualizzata, tenendo conto di diversi fattori e applicando i principi regolamentari con rigore.
L’attenzione verso la crescita e l’affermazione dei giovani arbitri rappresenta un altro elemento positivo nel panorama calcistico italiano.
L’esordio di Mucera e, più recentemente, di Calzavara, durante Sassuolo-Torino, testimonia un lavoro di formazione efficace e un costante impegno verso il reclutamento e la valorizzazione dei talenti arbitrali emergenti.
Questi segnali incoraggianti sottolineano la vitalità del sistema arbitrale e la sua capacità di rinnovarsi, garantendo un futuro di competenza e professionalità.
L’evoluzione continua dei giovani arbitri riflette un impegno verso l’eccellenza e la ricerca di standard sempre più elevati, a beneficio dell’integrità e della correttezza del gioco.

