Il settore bancario europeo sta vivendo una fase di inattesa ripresa, segnata da una combinazione di fattori economici e strategici che ne stanno rimodellando il panorama.
L’Euro Stoxx Banks, barometro della salute finanziaria delle principali banche dell’Eurozona, ha superato livelli precedentemente inaccessibili, attestandosi a 271 punti – un incremento esponenziale rispetto ai 100 registrati a inizio anni ’90.
Questa impennata, con una crescita del 73% nell’ultimo solo anno, riflette un clima di fiducia ritrovato, alimentato da una riduzione delle incertezze geopolitiche, in particolare per quanto riguarda le tensioni commerciali internazionali, e da prospettive di profittabilità in netta ripresa.
Gli analisti di Bloomberg Intelligence sottolineano una tendenza peculiare: per la prima volta da anni, i prezzi delle azioni dei maggiori istituti di credito europei mostrano una crescita costante, non solo su base mensile, ma anche trimestrale e semestrale.
Questo fenomeno, raramente osservato in un contesto economico caratterizzato da volatilità, è il risultato di una sinergia tra un miglioramento delle condizioni macroeconomiche, una gestione più efficiente dei rischi e, soprattutto, una politica di ritorno al capitale agli azionisti, attraverso l’aumento dei dividendi distribuiti.
Anche le banche italiane, quotate alla Borsa di Milano, hanno partecipato attivamente a questa dinamica positiva.
Un’analisi dei titoli di sette istituti di credito, dal 16 gennaio 2024, rivela performance notevoli, con incrementi a doppia cifra che testimoniano una rinnovata fiducia degli investitori.
In particolare, la Popolare di Sondrio si distingue con un’impennata del 101%, sintomo di una valorizzazione legata a strategie mirate e a una maggiore attenzione verso specifici segmenti di mercato.
A seguire, Bper Banca ha registrato un aumento dell’86%, Unicredit del 71%, Banco BPM del 53%, MPS del 25%, Mediobanca del 12,30% e Intesa Sanpaolo del 45%.
L’ascesa di Intesa Sanpaolo, seppur meno eclatante rispetto ad altri competitor coinvolti nel consolidamento del settore, è particolarmente significativa.
La leadership di Carlo Messina ha dimostrato lungimiranza, anticipando le mosse strategiche con acquisizioni chiave come le Banche Venete e Ubi, posizionando così la banca in una posizione di forza all’interno del panorama competitivo europeo.
Questa strategia, basata sull’espansione organica e sull’integrazione di nuove realtà, ha permesso ad Intesa Sanpaolo di preservare una crescita solida e sostenibile, evitando di farsi coinvolgere nelle recenti operazioni di consolidamento.
Il consolidamento del settore bancario, spesso guidato da operazioni di fusione e acquisizione, si presenta come un elemento chiave per la ricerca di efficienza e la creazione di valore.
Questa tendenza, sostenuta dalla necessità di ridurre i costi operativi e di aumentare la resilienza finanziaria, sta rimodellando il tessuto del sistema bancario europeo, favorendo la nascita di istituti più grandi, più solidi e meglio attrezzati per affrontare le sfide del futuro.
L’attuale ripresa, più di un semplice dato di mercato, rappresenta un segnale di fiducia nel futuro del settore bancario europeo e della sua capacità di contribuire alla crescita economica del continente.







