Bellini a Venezia: la *Pietà* torna a casa.

Dopo oltre settant’anni dalla sua significativa presenza a Palazzo Ducale, Venezia accoglie nuovamente la *Pietà* di Giovanni Bellini (1430 circa – 1516), un’opera di profonda commozione e di raffinata maestria tecnica.
La sua risistemazione negli spazi della Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro, resa possibile grazie al generoso sostegno e al meticoloso restauro finanziato da Venetian Heritage, segna un momento cruciale per la fruizione del patrimonio artistico veneziano.
Il dipinto, proveniente dal Museo della Città di Rimini e databile tra il 1470 e il 1475, testimonia un periodo di intensa committenza artistica.

La sua realizzazione, voluta da Raniero di Ludovico Migliorati, figura di spicco del consiglio della famiglia Malatesta, rivela l’importanza del contesto storico-politico nella produzione artistica del Rinascimento italiano.
La *Pietà*, raffigurante il Cristo morto sorretto da quattro angeli, si presenta come un’espressione di devozione e di riflessione sulla sofferenza umana, incarnata con una delicatezza e una sensibilità tipiche dell’arte belliniana.
La mostra-dossier, curata con acume da Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage, e dal compianto Giovanni Sassu, figura chiave nella storia museale riminese, propone un dialogo stimolante tra la *Pietà* di Bellini e il celebre *San Sebastiano* di Andrea Mantegna, cognato dell’artista veneziano, anch’esso conservato nella Galleria Franchetti.

Questa accostamento non è casuale: evidenzia le diverse sensibilità artistiche e le influenze reciproche che caratterizzarono il panorama artistico del XV secolo.
Mentre Bellini esprime la sua arte attraverso una composizione armoniosa e una ricerca di equilibrio emotivo, Mantegna si distingue per un’interpretazione più dinamica e drammatica del soggetto.
L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, che vede una collaborazione sinergica tra istituzioni pubbliche – Direzione Musei nazionali Veneto, Rimini Musei – e realtà private come The Morgan Library e Museum di New York e Venetian Heritage.
La mostra rappresenta un esempio virtuoso di come il supporto finanziario e la competenza specialistica del settore privato possano integrarsi efficacemente con le risorse pubbliche, garantendo la conservazione e la fruizione di opere d’arte di inestimabile valore.

La decisione di ospitare la *Pietà* a New York, dal gennaio 2026 al 19 aprile, in dialogo con le collezioni di The Morgan Library e Museum, amplifica ulteriormente la portata dell’iniziativa, permettendo a un pubblico internazionale di ammirare questo capolavoro.
Al suo ritorno a Rimini, l’opera sarà nuovamente affiancata dal *San Sebastiano* di Mantegna, in un’esposizione che celebra l’importanza del dialogo interartistico e la ricchezza del patrimonio culturale italiano.

Inoltre, l’evento coincide con un importante intervento di restauro e riallestimento delle sale della Ca’ d’Oro, finanziato da Venetian Heritage con un investimento di 8,5 milioni di euro, un segnale tangibile dell’impegno costante nella salvaguardia del bene culturale veneziano.

L’intero progetto testimonia un rinnovato impegno nella tutela e promozione del patrimonio artistico, un patrimonio che appartiene a tutti e che deve essere tramandato alle future generazioni.

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