Belluno, braccialetti elettronici contro la violenza di genere

La Questura di Belluno ha recentemente intensificato la sua azione di contrasto alla violenza di genere e ai comportamenti persecutori, traducendosi in due interventi significativi, entrambi caratterizzati dall’applicazione del braccialetto elettronico come strumento di monitoraggio e prevenzione.

Questi casi, pur nella loro specificità, evidenziano una preoccupante escalation di dinamiche relazionali distorte e un crescente ricorso a strategie di controllo e intimidazione.

Il primo episodio ruota attorno a un cittadino accusato di atti persecutori nei confronti di una donna di origine georgiana.
Le segnalazioni della vittima, reiterate e dettagliate, documentavano un’insistente campagna di molestie, orchestrata attraverso canali digitali – social network e comunicazioni telefoniche – che si sono poi concretizzate in un’ossessiva sorveglianza fisica sotto l’abitazione.
Questo comportamento, protratto per diversi mesi a partire da settembre, costituiva una chiara violazione della sua libertà personale e un grave stress psicologico.
L’arresto in flagranza di reato ha permesso di interrompere immediatamente questa escalation, e la successiva ordinanza del Giudice ha imposto il divieto di avvicinamento, rafforzato dall’applicazione del braccialetto elettronico.
La misura non solo tutela la vittima, ma rappresenta anche un segnale di deterrenza nei confronti del responsabile, costringendolo a rispettare le distanze imposte.
Il secondo intervento si configura come un caso di grave maltrattamento in famiglia, che ha coinvolto un cittadino moldavo nei confronti della moglie e delle figlie.
La denuncia della donna, supportata dalla presenza dei quattro figli, ha innescato un’indagine approfondita condotta dalla Squadra Mobile, sotto la direzione della Procura di Belluno.
Le investigazioni hanno permesso di ricostruire un quadro allarmante di violenza e controllo psicologico protratti nel tempo, rivelando una storia di abusi che ha gravemente compromesso il benessere psicofisico del nucleo familiare.

L’esecuzione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, unitamente al divieto di avvicinamento e all’applicazione del braccialetto elettronico, ha garantito un immediato allontanamento del responsabile e una tutela certa per le vittime.

Il collocamento iniziale in una struttura protetta ha permesso di offrire sostegno e assistenza alla famiglia, in un momento particolarmente delicato.

In aggiunta alla misura cautelare, il Questore di Belluno ha emesso nei confronti dell’uomo un ammonimento per i maltrattamenti in famiglia, un atto di prevenzione volto a dissuaderlo dal reiterare comportamenti violenti e a segnalare la sua pericolosità.

Questi due casi, presi singolarmente, rappresentano una tragica realtà che interpella la società e le istituzioni.

Nel loro insieme, tuttavia, evidenziano l’importanza di un approccio multidisciplinare nella lotta alla violenza di genere, che coinvolga forze dell’ordine, magistratura, servizi sociali e associazioni di volontariato, al fine di offrire protezione alle vittime, sostegno alla loro ricostruzione personale e interventi efficaci sui responsabili, orientati alla riabilitazione e alla prevenzione della recidiva.
L’utilizzo del braccialetto elettronico, in questi contesti, si configura come uno strumento complementare a quelle misure più tradizionali, ma fondamentale per garantire la sicurezza delle vittime e per monitorare il comportamento dei soggetti a rischio.

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