Campobasso: Incendio, Uffici Inagibili e Dubbi sulla Sicurezza Pubblica

Il fuoco ha lasciato un segno indelebile su Campobasso, sconvolgendo l’ordinaria amministrazione di due istituzioni chiave per il territorio.

A diciotto giorni dall’incendio, originato da un cortocircuito in un quadro elettrico al piano terra di un edificio in via Garibaldi, gli uffici della Corte dei Conti e dell’Ufficio Scolastico Regionale rimangono inagibili, testimonianza tangibile della fragilità infrastrutturale che spesso affligge edifici pubblici.

La dislocazione di circa un centinaio di dipendenti in modalità smart working rappresenta una soluzione temporanea, un palliativo che, pur consentendo la prosecuzione di alcune attività, non può sostituire la piena operatività degli uffici.

La complessità degli interventi necessari – che vanno ben oltre la semplice riparazione degli impianti elettrici – rende incerta la data di riapertura, attualmente stimata intorno alla metà di gennaio, con il rischio di slittamenti in base alla reperibilità di materiali specifici e alla complessità della bonifica dei locali, compromessi dalle fiamme e dai fumi.

L’incidente solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza degli edifici pubblici, sull’importanza di programmi di manutenzione preventiva regolari e di protocolli di sicurezza aggiornati, non solo per prevenire eventi simili, ma anche per minimizzarne l’impatto quando si verificano.

La necessità di una revisione sistematica della sicurezza sismica e antincendio di strutture amministrative e scolastiche diventa un’urgenza riconosciuta.
L’Ufficio Scolastico Regionale, per garantire la continuità dei servizi essenziali – come la gestione delle iscrizioni, l’erogazione di borse di studio e il supporto alle scuole del territorio – ha temporaneamente spostato la segreteria in una scuola capoluogo.

Questa soluzione, sebbene pragmatica, evidenzia l’impatto sull’organizzazione e sul flusso di lavoro, nonché il disagio per i cittadini che necessitano di accedere ai servizi offerti.
L’episodio, al di là della gestione dell’emergenza, dovrebbe stimolare un dibattito pubblico sulla necessità di investimenti mirati alla modernizzazione e alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico, elementi imprescindibili per garantire un’amministrazione efficiente e un servizio di qualità alla comunità.

La ricostruzione non è solo un lavoro di ricostruzione fisica, ma anche un’opportunità per ripensare il modo in cui progettiamo e gestiamo gli spazi pubblici, ponendo la sicurezza e l’accessibilità al centro delle priorità.

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