Canosa in rivolta: protesta e trattative per il presidio sanitario

La comunità di Canosa di Puglia è in fermento a causa della sospensione notturna dell’assistenza medica presso il presidio post-acuzie, un servizio cruciale per la popolazione del nord barese.

La situazione ha portato Sabino Armagno, un cittadino settantacinquenne, a intraprendere una protesta con l’incatenamento davanti alla struttura, un gesto disperato che testimonia il profondo disagio diffuso.
Il sindaco Vito Malcangio, consapevole della gravità della situazione e dell’impatto negativo sulle famiglie canosine, ha incontrato Armagno, sollecitandolo a sospendere lo sciopero della fame e ad attendere gli sviluppi delle complesse trattative in atto.
L’amministrazione comunale, impegnata in un delicato percorso diplomatico, sta lavorando a stretto contatto sia con la Regione Puglia che con l’ASL BAT per cercare una soluzione che risponda alle esigenze del territorio.

L’auspicio è che la riunione monotematica prevista per mercoledì prossimo possa fornire chiarimenti e aprire nuove prospettive.
In particolare, si attende con forte interesse la partecipazione della commissaria straordinaria dell’ASL BAT, Tiziana Dimatteo, invitata a fornire risposte concrete alle preoccupazioni sollevate dalla comunità.
Il sindaco Malcangio sottolinea l’importanza dell’assise consiliare del 14 gennaio come momento cruciale per un confronto aperto e costruttivo sullo stato del servizio sanitario locale.
Parallelamente, la lettera congiunta indirizzata alla commissaria Dimatteo e al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, insieme al sindaco di Trani Amedeo Bottaro, evidenzia la profonda insoddisfazione e l’allarme per le ripercussioni sui cittadini.

Questo gesto formale è un ulteriore segnale della determinazione dell’amministrazione comunale a tutelare il diritto fondamentale alla salute.
Malcangio ribadisce il suo impegno costante a rappresentare le istanze della popolazione canosina in ogni sede istituzionale, con l’obiettivo di garantire un accesso equo e continuativo all’assistenza medica, un servizio essenziale per la sicurezza e il benessere di tutti i cittadini.

La vicenda solleva questioni più ampie riguardanti la sostenibilità del sistema sanitario territoriale e la necessità di investimenti mirati per preservare l’erogazione di servizi vitali, soprattutto in aree periferiche come quella nord barese.

Il futuro del presidio di Canosa si configura come una sfida complessa, che richiede un approccio integrato e una forte collaborazione tra istituzioni e comunità.

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