Casale Monferrato si erge oggi come un modello globale nella gestione e superamento di una sfida complessa e drammatica: la bonifica da amianto.
Un primato non frutto del caso, ma di una profonda e matura consapevolezza, nata da un percorso doloroso e tardivo rispetto ad altre realtà industriali.
Come sottolinea il sindaco Emanuele Capra, la drammaticità di aver dovuto confrontarsi con gli effetti nocivi dell’amianto, in maniera più acuta e precoce, ha generato un’urgente e condivisa necessità di agire con responsabilità, competenza e rapidità.
Questo approccio ha permeato l’amministrazione comunale e la comunità, portando a un impegno costante e a investimenti significativi.
Casale Monferrato non si limita a gestire il problema localmente; coordina, in qualità di capofila, il “Sito di Interesse Nazionale Amianto”, un’area vastissima che include 48 comuni – la stragrande maggioranza nella provincia di Alessandria, con aggiunte nelle province di Vercelli e Asti – estendendosi su una superficie di circa 73.895 ettari.
Questa leadership riflette la centralità della città nel percorso di bonifica e la sua capacità di fungere da punto di riferimento per l’intero territorio interessato.
L’eredità dell’impianto Eternit, chiuso decenni fa, ha lasciato un pesante fardello: la presenza diffusa di amianto in edifici pubblici, abitazioni private e in quelli che vengono definiti “siti di polverino”, aree di stoccaggio e lavorazione del materiale.
La risposta è stata un’azione di bonifica articolata e progressiva, che ha visto la rimozione e la sostituzione di ampie superfici di materiale contenente amianto.
I risultati, quantificati nel corso degli anni, sono impressionanti.
Dal 1998 ad oggi, sono stati rimossi circa 150.000 metri quadrati di coperture pubbliche, mentre per le abitazioni private sono stati bonificati 3.411 edifici, liberando un totale di 1.366.335 metri quadrati.
L’introduzione del servizio di ritiro “porta a porta” dal 2001 ha ulteriormente accelerato il processo, consentendo lo smaltimento di ulteriori 373.058 metri quadrati.
Proiezioni attuali indicano che, entro il 2025, si supereranno i 1.890.000 metri quadrati bonificati, equivalenti a 51.200 tonnellate di materiale pericoloso smaltito in discarica.
Questo impegno si traduce anche in un considerevole investimento economico: decine di milioni di euro in interventi pubblici e oltre 30 milioni di contributi erogati ai privati, con l’esaurimento completo delle liste d’attesa per i beneficiari.
Particolare attenzione è stata dedicata alla bonifica dei siti di polverino, luoghi spesso dimenticati ma cruciali per la sicurezza ambientale.
Al momento, 217 dei 227 siti censiti sono stati bonificati, con i restanti dieci destinati al completamento del processo nei prossimi mesi, secondo un cronoprogramma preciso.
Il caso di Casale Monferrato trascende la semplice bonifica ambientale; rappresenta un esempio di resilienza, di gestione partecipata e di impegno civico, un modello di come affrontare una sfida complessa con determinazione e visione, trasformando una criticità in un’opportunità per promuovere la salute pubblica e lo sviluppo sostenibile del territorio.
La sua esperienza offre lezioni preziose per altre comunità che si trovano ad affrontare problematiche simili, dimostrando che la consapevolezza, la perseveranza e la collaborazione sono gli ingredienti fondamentali per un futuro più sicuro e sano.









