sabato 29 Novembre 2025

Chemioterapia e Realtà Virtuale: un Tempo Meno Angosciante

L’agonia del tempo, una sfida intrinseca alla chemioterapia, è al centro del progetto di ricerca ‘Proof of Concept Timelapse’, un’iniziativa pionieristica finanziata dall’European Research Council.
Guidato da Andrea Pinotti e sviluppato dal Dipartimento di Filosofia Piero Martinetti dell’Università degli Studi di Milano, in sinergia con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori e il partner tecnologico danese Khora, specializzato in soluzioni immersive per il settore sanitario, il progetto si propone di rivoluzionare l’esperienza del paziente oncologico.
La ricerca esplora la potenziale capacità della realtà virtuale (VR) di mitigare la percezione distorta del tempo che caratterizza le sessioni di chemioterapia, un aspetto spesso associato a profonda ansia, frustrazione e un impatto negativo sulla qualità di vita.

L’applicazione ‘Track of Time’, il frutto di questo studio, non si limita a offrire una mera distrazione, ma mira a manipolare la *fenomenologia* del tempo, alterando la soglia di percezione del paziente.
Lo studio clinico, condotto sotto la direzione di Marina Elena Cazzaniga presso il Centro di Ricerca Fase 1 della Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza, ha coinvolto un campione di 30 pazienti affette da carcinoma mammario in trattamento chemioterapico.

L’approccio metodologico prevedeva un confronto diretto tra due sessioni: una condotta secondo le procedure standard e l’altra arricchita dall’integrazione dell’esperienza VR tramite appositi visori.

I risultati ottenuti si configurano come particolarmente incoraggianti.

Un’ampia maggioranza (oltre il 90%) ha espresso apprezzamento per l’esperienza VR, riconoscendone l’utilità (oltre l’85%).
Significativo è anche il dato che rivela la novità di questa tecnologia per la maggior parte delle partecipanti (74%), senza che ciò generasse difficoltà nell’accesso o nell’utilizzo.

L’impatto più rilevante risiede nella riduzione della consapevolezza del tempo trascorso durante le sessioni di chemioterapia.
Le pazienti hanno riferito una percezione accelerata del tempo, un elemento cruciale per alleviare l’angoscia associata alla prolungata attesa.
Inoltre, l’applicazione ha dimostrato un’elevata tollerabilità, con una percentuale superiore all’85% che non ha manifestato effetti collaterali comuni all’uso dei visori VR, come mal di testa, nausea, affaticamento o capogiri.

Questo sottolinea la sicurezza e l’adattabilità della tecnologia per un’ampia fascia di pazienti oncologici.
Il progetto ‘Proof of Concept Timelapse’ apre nuove prospettive nella gestione del dolore e del disagio del paziente oncologico, non solo come un approccio sintomatico, ma come un intervento che agisce direttamente sulla *qualità della sua esperienza*, mirando a riconciliare il paziente con il tempo, un nemico percepito durante il percorso di cura.
L’integrazione di soluzioni immersive rappresenta un passo avanti verso un’assistenza sanitaria più centrata sul paziente e sulla sua percezione del percorso terapeutico.

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