Cigliano: Un’ombra di incoerenza sul piano neve e una comunità alla ricerca di trasparenzaLa gestione del servizio di sgombero neve a Cigliano è diventata l’epicentro di un acceso dibattito politico, riaprendo vecchie ferite e sollevando interrogativi cruciali sulla continuità delle promesse elettorali e sulla responsabilità amministrativa.
L’ex assessore Stefania Crittino ha acceso la miccia, mettendo in discussione la recente decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Testore, un affidamento che, a suo dire, si discosta in maniera inequivocabile dalle posizioni critiche e dagli impegni presi dallo stesso sindaco durante la campagna elettorale.
Al centro della disputa c’è un appalto di 12.200 euro destinato a garantire lo sgombero neve per soli quattro mesi.
Una cifra che, secondo Crittino, contrasta nettamente con le tariffe praticate in passato e con le stesse accuse di sprechi e inefficienza che l’attuale sindaco rivolgeva, da oppositore, a precedenti gestioni.
L’impegno finanziario appare ancor più incongruo se rapportato al precedente incarico, da 24.000 euro per un anno intero, oggetto di aspre critiche per i suoi costi ritenuti eccessivi.
L’esponente dell’opposizione non si limita a una semplice constatazione economica.
La sua denuncia è un invito a riflettere sulla dinamica spesso innescata dall’accesso al potere, un fenomeno che può erodere la coerenza e la capacità critica degli amministratori.
Si assiste, a suo dire, a una paradossale inversione di rotta, un “mutamento di prospettiva” che svela una potenziale fragilità nell’aderenza ai principi guida professati in precedenza.
L’analisi di Crittino tocca un nervo scoperto: l’incoerenza tra le dichiarazioni pubbliche e le azioni concrete.
La domanda che emerge è se il metro di giudizio applicato durante la campagna elettorale, con la sua enfasi sulla trasparenza, l’efficienza e il rapporto qualità-prezzo, sia effettivamente lo stesso che guida le decisioni attuali.
La divergenza tra le promesse di revisione dei costi e l’attuale affidamento solleva dubbi sulla reale volontà di perseguire una gestione più oculata e responsabile delle risorse pubbliche.
Oltre all’aspetto economico, la vicenda pone un problema pratico: la continuità del servizio.
L’appalto, a quanto pare, ha inizio il 1° gennaio 2026, lasciando scoperto il periodo precedente e sollevando interrogativi sulla copertura dello sgombero neve nei prossimi mesi invernali.
Questo vuoto di gestione rischia di penalizzare direttamente i cittadini, esposti a potenziali disagi e rischi per la sicurezza.
L’intera vicenda non è solo una disputa politica, ma un campanello d’allarme che invita l’amministrazione comunale a fornire risposte chiare e documentate, spiegando nel dettaglio le motivazioni alla base dell’affidamento e garantendo la copertura del servizio in tutte le fasi.
La comunità di Cigliano, in attesa di riscontri ufficiali, si aspetta trasparenza, coerenza e una gestione responsabile delle risorse pubbliche, affinché il piano neve non diventi un simbolo di promesse disattese e di un cambio di passo inatteso.
Il giudizio finale, come sempre, spetta ai cittadini.








