Il Piano Nazionale Esiti, recentemente presentato dal Ministero della Salute, getta luce sulle performance assistenziali di diverse strutture sanitarie italiane, rivelando un quadro complesso e variegato.
Al di là dei riconoscimenti attribuiti alla Campania e delle criticità evidenziate in alcune aree (51 insufficienze), emergono esempi significativi di eccellenza, sia nel settore pubblico che in quello privato accreditato.
Un caso emblematico è rappresentato dalla Casa di Cura Cobellis di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, che si distingue per risultati di elevata qualità in diverse discipline.
L’analisi dettagliata dei dati Agenas ha permesso di evidenziare standard di qualità “verde scuro”, il più alto livello di riconoscimento, in due aree cliniche fondamentali: il sistema cardiovascolare e quello respiratorio.
A queste si aggiungono performance di alto profilo nella chirurgia generale, in particolare per quanto riguarda il volume di interventi di colecistectomia laparoscopica, e nella chirurgia oncologica, dove si registra un’efficace tempestività negli interventi di resezione per tumore della mammella.
Le aree di chirurgia generale e oncologica, insieme a quelle cardiovascolare e respiratoria, ottengono valutazioni “verde chiaro”, indicando un’assistenza di qualità superiore alla media.
Inoltre, si segnala una performance positiva anche nell’ambito della nefrologia e nella riduzione della mortalità a 30 giorni dopo interventi chirurgici per tumore del colon.La Casa di Cura Cobellis, sottolinea il direttore generale Massimo Cobellis, è una struttura sanitaria pubblica che serve l’intero territorio salernitano e funge da polo attrattore per le aree interne delle regioni limitrofe.
Questa struttura ha anticipato il trend nazionale nell’adozione di tecnologie avanzate, introducendo la chirurgia robotica già nel 2020.
Inizialmente con la piattaforma Versius di CMR, successivamente con l’acquisizione della più performante Davinci Xi di Intuitive Surgery, la struttura ha eseguito circa 400 interventi chirurgici robotici, coprendo un ampio spettro di patologie oncologiche, che includono neoplasie dell’esofago, dello stomaco, del piccolo intestino, del colon-retto, del fegato, del pancreas, oltre a interventi in urologia e ginecologia.
La chirurgia urologica, come nei centri di riferimento internazionali, rappresenta il campo applicativo più esteso, con circa 250 procedure eseguite, prevalentemente per patologie oncologiche del rene, della vescica e, in particolare, della prostata.
L’evoluzione delle competenze degli operatori ha progressivamente ampliato l’ambito di applicazione della chirurgia robotica, partendo da nefrectomie radicali, tumorectomie renali e prostatectomie, fino ad arrivare alla cistectomia radicale con confezionamento di derivazioni urinarie o neo serbatoi vescicali, utilizzando tecniche totalmente intracorporee.
Un risultato particolarmente significativo è stato raggiunto un anno fa con la prima cistectomia radicale interamente robotica con confezionamento di neovescica ortotopica continente.
Il riconoscimento del Piano Esiti di Agenas rappresenta un motivo di orgoglio e stimolo per continuare a perseguire l’eccellenza al servizio della comunità.
L’impegno continuo verso l’innovazione e la formazione del personale sanitario è fondamentale per mantenere elevati standard di qualità e rispondere alle crescenti esigenze di una popolazione sempre più consapevole dei propri diritti e attenta alla qualità delle cure ricevute.







