Il Como, guidato da Cesc Fabregas, consolida la propria posizione in zona Europa, inanellando un successo significativo contro l’Udinese al “Sinigaglia”.
La vittoria, ottenuta con un gol su rigore realizzato da Da Cunha, sottolinea la solidità casalinga dei lariani, un fattore chiave del loro percorso in questa stagione.
L’impegno si è rivelato arduo, condito da assenze importanti, tra cui quella di Nico Paz, visibilmente non al top della forma e impiegato solo nel corso della ripresa.
Nonostante ciò, la squadra ha dimostrato una resilienza tattica e un’organizzazione di gioco che hanno messo in difficoltà la formazione ospite.
L’inedita configurazione del tridente offensivo, con Vojvoda, Caqueret e Rodriguez a supporto di Douvikas, ha inizialmente faticato a trovare la giusta alchimia.
Tuttavia, una volta preso il controllo del gioco, il Como ha imposto il proprio ritmo, sfruttando le incertezze e gli errori di una Udinese mai veramente incisiva.
Il rigore, frutto di un’ingenuità di Piotrowski, ha sbloccato il match, ponendo fine a una serie di esecuzioni fallite dalla stessa squadra.
La reazione della Udinese è stata debole, mentre il Como ha sfiorato il raddoppio con Perrone, in una fase di gioco dominata.
La ripresa ha visto l’Udinese tentare una reazione, con Ekkelenkamp a sfiorare il pareggio.
Tuttavia, l’occasione è stata sprecata e Davis ha involontariamente complicato la situazione con un errore di gestione.
Il tentativo di Zaniolo, annullato per fuorigioco, ha rappresentato l’apice della frustrazione ospite.
Successivamente, il Como ha ripreso in mano il controllo, creando diverse opportunità da gol, prima con Caqueret e poi con Douvikas, che ha centrato la traversa.
Il finale di partita ha visto il Como gestire agevolmente il vantaggio, neutralizzando le flebili velleità di una Udinese priva di energia e ispirazione.
Le dichiarazioni post-partita hanno evidenziato l’amarezza del tecnico friulano Runjaic, sottolineando la mancata applicazione del piano partita e la fragilità mostrata in fase difensiva.
Fabregas, dal canto suo, ha riconosciuto i progressi della squadra, pur lamentando la superficialità che, a suo dire, ha impedito di capitalizzare al meglio le occasioni create.
La lezione è chiara: in una competizione dove il margine è minimo, la capacità di concretizzare le opportunità è un elemento imprescindibile per raggiungere i propri obiettivi.
Il sogno europeo, per il Como, rimane vivo, ma la strada è ancora lunga e richiede un impegno costante e una maggiore lucidità sotto porta.

