Connettività Sardegna: 65 milioni per voli più accessibili

La discussione sulla connettività aerea della Sardegna riemerge con forza all’interno del quadro finanziario regionale, alimentata da un’iniziativa del gruppo “Sardegna al Centro 20Venti” che propone un intervento strutturale per alleggerire il peso economico dei viaggi aerei e favorire la sostenibilità del settore.

L’emendamento presentato mira a stanziare complessivamente 65 milioni di euro nel triennio 2026-2028, con l’obiettivo primario di mitigare l’onere derivante dall’addizionale comunale sui diritti d’imbarco e di fornire un sostegno diretto ai collegamenti aerei, un tema cruciale per l’economia insulare.
L’iniziativa, fortemente sollecitata da compagnie aeree come Ryanair, si articola in un piano di finanziamenti progressivi: 15 milioni nel 2026, 20 milioni nel 2027 e 30 milioni nel 2028.
Questi fondi non si limitano a compensare l’addizionale comunale, distribuendo risorse anche ai comuni ospitanti gli aeroporti, ma sono concepiti come un incentivo per le compagnie aeree, finalizzato a ridurre il costo dei biglietti e a consolidare la loro presenza negli scali sardi.
Secondo il consigliere Alberto Urpi, l’approccio scelto rappresenta un “test misurato”, volto a valutare l’impatto tangibile dell’intervento sulla mobilità aerea dell’Isola.

L’emendamento si distingue per la sua natura graduale, evitando investimenti massicci immediati e privilegiando un monitoraggio attento dei risultati ottenuti.

La rimozione della tassa di imbarco è subordinata a un accordo preventivo con i vettori aerei, un elemento chiave per garantire una gestione ottimale delle risorse e per assicurare un aumento dei voli in risposta agli incentivi offerti.

L’emendamento si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalla delicata questione della potenziale integrazione dell’aeroporto di Cagliari in una futura società unica che gestirà gli aeroporti di Alghero e Olbia.

Mentre la maggioranza regionale detiene uno stanziamento di 30 milioni per l’acquisizione delle quote necessarie a realizzare questa operazione, i consiglieri dell’opposizione suggeriscono di reindirizzare tali risorse verso la cancellazione della tassa di imbarco, ritenendo che un intervento diretto sulla connettività aerea rappresenti una priorità maggiore per lo sviluppo economico dell’isola.
La questione solleva interrogativi sulla gestione strategica delle infrastrutture aeroportuali sarde e sulla necessità di bilanciare obiettivi di razionalizzazione gestionale con l’imperativo di garantire accessibilità e competitività dei collegamenti aerei.
L’azione promossa mira a riequilibrare la situazione e a incentivare un modello di sviluppo turistico e commerciale più sostenibile, che ponga la connettività aerea al centro delle strategie di crescita regionale.

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