La situazione di stallo che affligge Aura Materials, azienda strategica all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo, ha generato un urgente confronto istituzionale all’Aquila.
Una Conferenza dei capigruppo consiliari, convocata su impulso del consigliere Paolo Romano, ha tentato di fare luce su una crisi che rischia di compromettere il futuro di circa sessanta lavoratori, sospesi in una condizione di precarietà economica da mesi.
L’assenza reiterata di Mival, la società identificata come proprietaria di Aura Materials, ha pesantemente contribuito a esacerbare le tensioni e ad alimentare un senso di frustrazione palpabile tra i presenti.
I lavoratori, con voce ferma e disperata, hanno dipinto un quadro drammatico: l’ultimo compenso erogato risale ad agosto, e dal 21 novembre l’assenza di qualsiasi reddito ha innescato una spirale di difficoltà e incertezza.
Le problematiche legate agli ammortizzatori sociali si sono rivelate particolarmente complesse.
La richiesta di cassa integrazione straordinaria, formulata inizialmente, è stata respinta dalla Regione a causa di un’apparente incongruenza nella motivazione, e l’impossibilità di presentare una nuova istanza corretta ha ulteriormente aggravato la situazione.
A ciò si aggiunge il disagio di quattro dipendenti che, a causa di errori gestionali aziendali, non ricevono la cassa integrazione ordinaria fin dal mese di settembre.
Il rappresentante dell’Uilm ha espresso la preoccupazione che questa prolungata mancanza di reddito stia spingendo alcuni lavoratori a prendere decisioni drastiche, come le dimissioni, nel disperato tentativo di assicurare un minimo di sostentamento alle proprie famiglie.
L’analisi politica della situazione ha visto i consiglieri Verini e Padovani sollecitare con forza l’adozione di misure straordinarie per esercitare pressione sulla proprietà, con l’obiettivo di favorire un distacco indolore che non tenga in ostaggio le competenze e l’esperienza delle maestranze.
Si condivide l’opinione che il core business dell’azienda sia solido e potenzialmente redditizio, ma che necessiti di un nuovo investimento e di una gestione più lungimirante.
Paolo Romano, attraverso una nota ufficiale, ha annunciato l’avvio di un’indagine approfondita sugli obblighi contrattuali sottostanti e l’intenzione di richiedere all’INPS una verifica accurata della continuità produttiva, dei livelli occupazionali e delle condizioni dell’atto di cessione dell’immobile.
In caso di riscontri negativi, si valuterà l’opportunità di intraprendere azioni legali, compresa la possibilità di una retrocessione dell’immobile.
La priorità immediata, ha concluso, è l’attivazione della cassa integrazione per cessazione di attività e un confronto diretto con l’assessore regionale Tiziana Magnacca, al fine di accelerare la risoluzione della crisi e garantire una tutela adeguata per i lavoratori coinvolti.
La vicenda Aura Materials rappresenta una sfida complessa per l’intera comunità aquilana, che richiede un impegno congiunto tra istituzioni, proprietà e sindacati per evitare un ulteriore impoverimento del tessuto economico e sociale del Tecnopolo.








